Marco Lodola accende la Cortesella con le sue sculture luminose

Esposizioni – Alla galleria Marsiglione fino ad aprile
Le sculture luminose di Marco Lodola, esposte assieme a una serie di dipinti alla Marsiglione Arts Gallery di Como fino al 7 aprile, mettono in movimento motociclette, auto, ragazzi e ragazze dei decenni ruggenti del dopoguerra con pochi tratti ampi e netti e campiture raggianti di colori intensi, ricordando schermi televisivi di cui un’immagine sia stata fermata nel tempo e trasfigurata nella sua vitalità essenziale.
A questo proposito lo stesso Lodola racconta: «Io nasco negli anni ’50 assieme al meccanismo mediatico rivoluzionario della televisione, e ho preso tutto da lì. Ho richiamato i ballerini dei musical degli anni ’30, ricolorandoli, poi i personaggi dei cartoni e dei film, fino agli anni ’60 della pop art. L’ultimo passaggio è stato quello della luce al neon, lo stile tutto mio che mi porta a illuminare figurazioni plastiche che considero pitture, tele».
Quanto all’inesauribile capacità di esprimere il proprio tempo attingendo ai suoi stessi materiali, Lodola la riconduce all’ironia ereditata dal “Futurismo stanco” di Balla, Depero, Boccioni esercitata senza preclusioni e con esiti non scontati: «I “non volti” dei miei personaggi possono ricordare la malinconia e l’anonimato della massificazione, ma anche una giocosità indefinita mentre vanno in vespa o ballano».
L’artista, dichiarando la sua formazione accademica, richiama l’ispirazione di fondo ad una pittura praticata nelle piazze, nei luoghi pubblici, e su ogni possibile oggetto, come quella dell’americano Keith Haring, che, ricorda Lodola, «è tornato a dipingere nella metropoli come i primitivi nelle caverne».
Vera e propria scultura luminosa è quella del Minotauro, esposta al centro della stessa sala, tratteggiata dal fitto dipanarsi ed arrotolarsi di un tubo di plastica in cui sono inserite molte piccole lampade: accesa nel buio, delinea la figura del mitico uomo-toro come una costellazione in cielo.
Una serie di dipinti esposti nella prima sala dà vita a sensuali figure femminili di pin up dal volto e dal corpo bianchi, delineate da una vivace e sinuosa linea di contorno, che indossano coloratissimi abiti, corpetti, calze, reggicalze. Di questo inno agli anni Cinquanta e non solo fanno parte altri dipinti con coppie di ballerini, mentre in un’installazione vicina una donna in costume, sdraiata su un salvagente a spicchi colorati, è accesa dalla luce retrostante e riesce a sorridere anche senza volto.
Marco Lodola, fondatore negli anni ’80 del movimento del Nuovo Futurismo, ha partecipato ad esposizioni in tutto il mondo.
Un settore della mostra allestita a Como è dedicato ai dipinti del musicista-pittore Andy, già dei Bluvertigo. Nella spumeggiante opera “Lido” animata da ballerine come nella grande tela con celebre aristogatto Matisse che riproduce un’opera del pittore suo omonimo, i colori accesi e fluorescenti moltiplicano effetti di vitalità e di giocosa sperimentazione che sottintende un attento lavoro formale.
«Sto seguendo un percorso creativo e mi piace pensare agli stessi parametri per la musica e per la pittura», racconta Andy. In campo musicale, l’artista sta lavorando al progetto Fluon: del gruppo è appena uscito il primo singolo, Naked. La mostra Lodolario, a ingresso libero, è aperta fino al 7 aprile nella galleria di via Vitani 31, nel cuore dell’antico quartiere della Cortesella. Orari: mar–sab 10-19.

Giuliana Panzeri

Nella foto:
Una delle opere luminose dell’artista Marco Lodola esposte alla galleria Marsiglione

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