Marco Mele. Un posto al sole

PUBBLICAZIONI – È nelle librerie il volume del giornalista del “Sole 24 Ore” che celebra la fiction televisiva vista da milioni di italiani
Un successo conclamato lo si festeggia in moltissimi modi.
Marco Mele, giornalista del “Sole 24 Ore”, ha voluto celebrare uno dei grandi cambiamenti della televisione italiana scrivendo il libro Un posto al sole edito da Testepiene (libro + dvd, 18 euro).
È questo un volume che racchiude le varie sfaccettature di uno dei prodotti televisivi più popolari che hanno conquistato in toto il pubblico italiano.
La nota soap, ambientata a Napoli e trasmessa quotidianamente su Rai
3, alle 20.35, ha ormai raggiunto l’apprezzabile numero di 3mila puntate, può contare su cifre altissime di telespettatori, la partecipazione di 4.200 attori durante 14 anni di registrazione e il contributo professionale di 210 sceneggiatori e 120 registi.
Nel libro sono racchiusi la storia e l’evoluzione della fiction “Un posto al sole”, un contributo simpatico degli attori, colonne portanti delle vicende, le loro emozioni e la convivenza con i personaggi da loro interpretati, fino al contributo critico, sempre positivo, degli addetti ai lavori. Insomma, quella di questa famosa fiction partenopea che ha conquistato il cuore di tutta la nazione è una vita lunga e resistente a tutt’oggi con ascolti elevatissimi.
«È un successo ampiamente meritato – dice Marco Mele – che ha conquistato me per primo come spettatore. Occupandomi del settore tv, posso confermare che è un caso unico rispetto ad altre produzioni televisive. Altri come “Cento Vetrine” o “La squadra”, pur essendo buoni prodotti, non hanno le stesse peculiarità. “Un posto al sole” è il primo modello da fabbrica televisiva dove sono previste 10 ore al giorno di lavoro per registrare le puntate. Viene tenuta sotto controllo la quotidianità e la contemporaneità di eventi, stagioni, festività. Questo ha dato modo alla soap, o come la chiama la giornalista Armida Cuzzocrea, allo Zeitgeist, ovvero lo “spirito del tempo”, di entrare appieno nella vita del pubblico a casa che segue giorno dopo giorno le vicende come sfogliando un calendario».
La scelta di ambientarla in una città del Sud poteva essere a rischio e non essere amata in altre regioni?
«Sono stati considerati molti fattori, così Napoli si è rivelata feconda, offrendo il proprio colore, la lingua. La Lombardia, che è ai vertici dell’ascolto di questa soap prima della Campania, dimostra che tutte le remore create tra Nord e Sud possono cadere di fronte a un prodotto nazionale, con personaggi in cui si può identificare qualsiasi italiano».
Come per i personaggi di “Vivere”, soap di Mediaset ambientata a Como, pure per quelli di “Un posto al sole” c’è la tendenza del pubblico di identificare l’attore e il suo ruolo, anche nella vita privata.
«Ad alcuni accade ancora, come nel caso degli attori che interpretano i due vigili Guido e Otello. Vengono addirittura fermati da persone anziane per farsi togliere la multa, o far spostare vetture, o lamentare qualcosa a cui un vigile dovrebbe provvedere. Quindi, come vede, ancora per qualcuno c’è una sovrapposizione tra realtà e finzione».
È anche vero che gli artisti hanno avuto carta bianca e libertà nel continuare la propria attività teatrale o cinematografica, ossia il contratto firmato non li ha bloccati artisticamente.
«Hanno avuto massima libertà in questo senso. Non c’è stata costrizione nel ruolo di un personaggio, così hanno potuto far crescere le loro esperienze artistiche anche in altre direzioni. Opportunamente le sceneggiature sono state modificate ad hoc, seguendo l’uscita e l’eventuale rientro degli attori nelle vicende».
Nella prefazione al libro, Pippo Baudo dice di aver percepito sul set un clima di amicizia e affetto molto forti.
«È vero, amore e amicizia già dall’inizio, poiché le riprese venivano registrate quotidianamente, si è instaurata un’atmosfera familiare – continua Marco Mele – Gli attori condividevano gran parte della giornata così si trovavano anche a cenare insieme, poi ovviamente nuove unioni, figli e vite professionali li hanno un po’ allontanati, ma le grandi amicizie hanno retto sempre bene, e tutto ciò giova anche alle vicende che riescono a essere più credibili se in scena regna un buon clima».
L’opera di Marco Mele è attualmente presentata nelle più grandi librerie delle città italiane. «A ottobre sarò a Milano, non so ancora in quale libreria, se da Mondadori o Fnac per presentare il libro. Peraltro la produzione invita sempre agli incontri col pubblico anche qualche attore della fiction».

Federica Rossi

Nella foto:
Il giornalista del “Sole 24 Ore”, Marco Mele, è autore del libro “Un posto al sole”. Con questo lavoro Mele ha voluto analizzare e celebrare uno dei prodotti televisivi più popolari messi in onda dalla televisione italiana in questi ultimi anni. La nota fiction, ambientata nella città di Napoli, ha ormai raggiunto l’apprezzabile numero di 3mila puntate

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