Marijuana in arrivo dall’Albania per un valore di 10 milioni di euro. Maxi-operazione nell’Olgiatese

alt(m.pv.) Undici ordinanze di custodia cautelare in carcere (nove eseguite) mentre restano latitanti due albanesi residenti a Olgiate Comasco e Lurate Caccivio (quest’ultimo il leader del gruppo). Altri dieci arresti in flagranza di reato – tra i 22 e i 26 anni – nel pieno delle operazioni del blitz andato in corso giovedì in tutto l’Olgiatese. Manette scattate

tra ragazzi di Vertemate, Parè, Lurate Caccivio, Gironico, Veniano, Appiano Gentile e Villa Guardia. Un ulteriore latitante catturato. Trentasei persone iscritte sul registro degli indagati, 43 perquisizioni eseguite e un quantitativo di marijuana sequestrato pari a 600 chili, ma anche 300 grammi di hashish e 30 di cocaina. Il tutto per un valore sul mercato – una volta venduto lo stupefacente in dosi – di oltre 10 milioni di euro. Sono numeri che spaventano quelli presentati della guarda di finanza di Olgiate Comasco al termine dell’operazione “Garden 2013” iniziata nel dicembre del 2012 e conclusa in queste ore con il via libera all’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice Francesco Angiolini.
I militari delle fiamme gialle hanno sgominato un traffico internazionale che dall’Albania del Sud – grazie a vincoli di parentela tra gli indagati – portavano nell’Olgiatese quintali di sostanza stupefacente come la marijuana. L’organizzazione era capillare e prevedeva diversi livelli. Nella fascia più bassa c’erano un 22enne di Castelnuovo Bozzente e un coetaneo di Parè. A loro era assegnato il compito di acquistare la droga dai superiori per rivenderla sul territorio ai consumatori, dopo essersi divisi le zone: il primo Cantù, Vertemate, Olgiate Comasco centro e Appiano Gentile, il secondo i paesi della fascia di confine ma anche Tradate e Saronno. I due giovani erano a loro volta organizzati con altri spacciatori più piccoli e avevano pure ragazzi che dietro il pagamento di 500 euro tenevano lo stupefacente in casa come fossero dei “magazzinieri”. Il gradino superiore della scala gerarchica era nelle mani di un 20enne albanese di Olgiate Comasco, detto “Sprint”, l’anello di congiunzione tra uno zio e i due giovani di cui abbiamo già scritto. E tale zio (latitante, 34enne albanese residente a Lurate Caccivio) altro non era che il vertice della scala gerarchica assieme ad un altro nipote (31enne albanese residente a Olgiate Comasco). Erano loro cioè che organizzavano i viaggi dall’Albania all’Olgiatese passando dalla Puglia.
Tanto che proprio tre pugliesi di Bisceglie – una 45enne, un 39enne e un 43enne – sono stati a loro volta arrestati perché, secondo l’accusa, curavano e stoccavano lo stupefacente prima del viaggio verso il Nord, scortando anche i camion carichi con altri mezzi vuoti. Il gruppo era specializzato nello spaccio di marijuana, ma c’era anche chi era in grado fornire hashish e coca, missione che competeva ad un 30enne (sempre albanese) di Olgiate Comasco. Una nota di non poco conto: tra i numeri dell’operazione ci sono anche quelli dei controlli patrimoniali sugli indagati: sono stati passati al setaccio 21 conti correnti, mentre la finanza ha sequestrato preventivamente 140mila euro oltre a diversi mezzi a disposizione delle famiglie finite nei guai.

Nella foto:
Quindici chili di marijuana erano stati nascosti nell’intercapedine di questa auto

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