Mario Biondi traduce “Ulisse” di Joyce

Mario Biondi UIisse Joyce

Un evento letterario e editoriale. A sessant’anni dalla prima edizione italiana dell’Ulisse, una nuova traduzione integrale d’autore, basata sull’edizione “1922” degli Oxford World Classics e arricchita da un apparato di note esce per i tipi della Nave di Teseo, la casa editrice di Elisabetta Sgarbi. Traduttore è un comasco, lo scrittore Mario Biondi, classe 1939. Il Lario è legato a Joyce fin dai tempi di Carlo Linati che lo fece scoprire agli italiani. Così Biondi ha commentato il ritorno di Joyce in libreria a sua firma: “Il mio progetto di tradurre l’Ulisse, avventurosamente e presuntuosamente avviato agli inizi degli anni Settanta, si era dovuto arenare al primo centinaio di pagine o giù di lì. Anzitutto, per campare dovevo tradurre quello che mi commissionavano gli editori, ma soprattutto l’Ulisse era troppo difficile. Dopo aver ripreso più volte in mano il progetto negli anni Ottanta e Novanta, nel Duemila avanzato – essendomi lasciato 71 traduzioni e con esse ‘un grande avvenire dietro le spalle’ – ho creduto di potermi finalmente sentire adeguato al compito, quindi eccolo qui. È un testo di grandissimo fascino, in larga misura anche proprio per le sue oscurità volute o indotte, i suoi giochi di parole, le sue onomaturgie”. Il volume esce nella collana Oceani, consta di 1056 pagine, costa 25 euro ed esce il 4 giugno.

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