Esce in questi giorni per i tipi della Mendrisio Academy Press “Tracce di una scuola. Accademia di architettura Mendrisio 1996-2021” di Mario Botta. Nell’opera, scrive l’archistar ticinese, «incontro tracce di un vissuto più che ventennale, che ora mi si presenta in tutta la sua attualità. Pensavo che l’esperienza dell’Accademia potesse richiamare interessi e impegni tradizionali di un mestiere che ho ricercato con insistenza e vissuto con furore, tanto da restarne prigioniero. Ora queste tracce narrano invece la pluralità degli interessi disciplinari che affiancano l’attività del costruire. Avevo cercato con insistenza l’architettura e ho trovato i suoi problemi. Forse aveva ragione Louis Kahn, quando a noi giovani studenti ricordava che l’architettura non esiste: ciò che esiste è l’opera architettonica, la sola in grado di incontrare la realtà, la sola che sa trasformare un’idea in un manufatto concreto».
Nella foto, la chiesa del Monte Tamaro, progettata da Mario Botta
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