Mario Castellani maestro di Brera. Una retrospettiva al Broletto

alt Ricorre quest’anno il centenario della nascita di Mario Castellani, pittore tra i protagonisti del Novecento artistico italiano, nel novero dei maestri di Brera, dove insegnò dal 1964. Per celebrare la ricorrenza, dopo la “Preview in azzurro” dello scorso maggio, a Villa Carlotta di Tremezzo, Palazzo del Broletto in piazza Duomo, a Como, dal 16 novembre (inaugurazione alle ore 16 su invito) ospiterà un’ampia retrospettiva che racconterà l’intero percorso artistico di Castellani.

Quella al Broletto sarà una rassegna completa ed esaustiva che, con oltre cinquanta tele, disegni, volumi, scritti e documenti, permetterà di comprendere a fondo l’artista e la sua visione della realtà con un taglio diverso e personale, grazie all’allestimento curato dalla figlia del Maestro, Grazia Castellani.
Al primo piano del palazzo, saranno esposte le opere caratterizzate dal famoso colore “azzurro ceramica”, i paesaggi e le “popolane” che Castellani ritrae con pennellate intense ed espressive raccontando la loro storia fatta di emozioni e sentimenti profondi.
Lo stile di Castellani è una mescolanza di sobrietà e passione, desiderio di rigore e amore per la bellezza. Raffaele De Grada, docente, scrittore, amato e autorevole critico d’arte, ebbe modo di conoscerlo sin dagli esordi e di lui ha lasciato un sentito ritratto oltre che le note critiche più importanti. «Che deve fare un artista che crede ancora alla pittura come espressione degli uomini che incontra, dell’aspetto della vita, della realtà di un ambiente con le cose di tutti i giorni? – si chiede De Grada nel 1983 riflettendo sulla pittura dell’amico Castellani, in risposta a quelle evoluzioni del contemporaneo sempre più tese verso il formale – Castellani compone ancora gli oggetti nel loro significato di cose della vita, la sua pittura è espressione degli uomini che incontra».
A influenzare la pittura di Castellani anche gli anni trascorsi a Napoli, dal 1943 al 1946 durante i quali viene letteralmente folgorato dal “pittoresco luminoso” dei profili campani, ma anche dei paesaggi “umidi e stinti” dei bassi, raffigurati con uno stile vicino al realismo contemporaneo. Tra le sue attività artistiche c’è anche l’illustrazione (collaborerà infatti al “Corriere dei piccoli” e presso altri editori).
La sua carriera ebbe inizio con le Biennali di Milano a partire dal ’53, al Premio Marzotto del ’54; poi il suo nome figurerà nelle più importanti manifestazioni artistiche nazionali. Sue personali gireranno Milano, Napoli, Roma e molte altre città.

Nella foto:
Le popolane di Mario Castellani saranno in mostra alla retrospettiva del Broletto a Como; a rappresentare l’artista cinquanta tele, disegni, volumi, scritti e documenti; la mostra è curata dalla figlia Grazia

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