Mario Landriscina: «Aperti al confronto, ma Como non è ferma». Il sindaco ribatte agli stimoli di Enrico Lironi

Mario Landriscina

«Accetto le suggestioni esterne e l’invito ad avere una visione ampia ma l’amministrazione non è ferma. In questo caso non posso proprio condividere l’opinione espressa sul Comune». Il sindaco di Como Mario Landriscina ribatte così agli stimoli di Enrico Lironi, da tre mesi nel consiglio di amministrazione della Fondazione Cariplo con delega a ricerca e innovazione, che dalle pagine del Corriere di Como ha lanciato un monito forte e chiaro: «la città deve cambiare passo e non sprecare più occasioni. Va superata inoltre la conflittualità esistente». Così Lironi ha voluto sintetizzare sia una presunta mancanza di idee che non consente agli attori in gioco sul territorio di immaginare la Como di domani, sia un’apparente rigidità a livello istituzionale, nonchè un immobilismo comunale. «E vorrei anche sottolineare come non siamo a corto di idee. La caratteristica di questa amministrazione è infatti quella di non fare annunci per ogni singolo piccolo provvedimento ma lavorare e poi dire ciò che di veramente rilevante è stato pensato per il futuro della città», spiega sempre il sindaco. «Inoltre, purtroppo esiste sempre una forte dissociazione tra il sentire del cittadino, i problemi aperti e le legittime ambizioni che sono necessarie. Però le esigenze quotidiane sono molto più concrete. Bisogna rispondere subito a questi bisogni, come ad esempio i lavori avviati sulle scuole che stiamo portando avanti. E poi certo ben venga un confronto sul futuro della città. E in tale ottica anche il discorso avviato su un possibile trasferimento degli uffici comunali nella Ticosa (poco apprezzato da Lironi) è frutto di un’analisi costi e benefici. Non è una semplice idea buttata lì», aggiunge Landriscina. «Infine è giusto avere sempre come obiettivo la vicina Milano. Ma senza rimanerne ipnotizzati. Dobbiamo saper sviluppare sempre meglio le nostre caratteristiche che già adesso completano l’offerta di Milano», spiega il sindaco.
Nel dibattito interviene anche il presidente di Villa Saporiti, Fiorenzo Bongiasca. «Lo sguardo rivolto al futuro è fondamentale per un amministratore. Noi lo abbiamo e in provincia non ci consideriamo fermi, ma purtroppo zavorrati dal confronto con la quotidianità», dice Bongiasca. «Ovviamente si può sempre fare di più e la collaborazione è decisiva per avere, sviluppare e perseguire nuove idee – spiega Bongiasca – Purtroppo però quando, dall’immaginare il futuro si deve poi passare alla realtà, il salto è troppo lungo e i progetti si arenano. Lavorare in emergenza ogni giorno su temi quotidiani, come accade a noi e a molti comuni, inevitabilmente raffredda la spinta a guardare oltre». Raffredda ma sicuramente non «spegne. Fin dal mio insediamento ho sottolineato la volontà di avere un dialogo aperto con tutti. Così ho fatto e continuerò a fare. Sarà molto importante in questo senso anche il ruolo della nuova Camera di Commercio. Da lì ci potrà essere una ripartenza per evitare incomprensioni, gelosie e conflittualità», prosegue il presidente di Villa Saporiti. Un riferimento che lo stesso Enrico Lironi ha sottolineato ribadendo la necessità, in ambito camerale, di investire su progetti importanti senza dover guardare agli equilibri territoriali. Infine inevitabile coinvolgere il presidente di Villa Saporiti sui possibili attriti a livello istituzionale quale causa di immobilismo. «Sinceramente non noto incomunicabilità. Non esistono a livello territoriale, mentre invece osservo come ci siano sempre più limiti e vincoli da parte della Regione, che ha sempre più circoscritto le competenze delle province, e a livello governativo», conclude Fiorenzo Bongiasca.

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