Mario Luzzatto Fegiz e l’odio per i talent show. Domani il critico ospite a Lariobook con 50 anni di memorie musicali

Mario Luzzatto Fegiz

Una vita per la musica, quella di Mario Luzzatto Fegiz, autorevole firma del “Corriere della Sera” ospite domani di LarioBook con mezzo secolo di memorie legate al mondo dello spettacolo italiano e internazionale, raccontate nell’autobiografia Troppe zeta nel cognome edita da Hoepli.
Nato a Trieste il 12 gennaio 1947, per decenni critico musicale e inviato del Corriere della Sera, con numerose esperienze radiofoniche (debuttò nel 1969 alla Rai con Per voi giovani) e televisive (fra cui Mister Fantasy, mitica trasmissione degli anni Ottanta). Autore di saggi e libri (il più noto Morte di un cantautore, la prima ricostruzione della tragica fine di Tenco), ha portato in scena lo spettacolo teatrale Io odio i talent show, scritto con Giulio Nannini e con la regia di Maurizio Colombi. La pièce è anche un libro edito da Guido Veneziani, che verrà presentato parimenti a LarioBook e che è al pari dell’autobiografia di Hoepli una ricchissima miniera di aneddoti.
«La musica è la forma d’arte più astratta che ci sia. Più di qualsiasi altra. È impossibile, e anche inutile, descrivere a parole la musica. La musica ha già in se stessa quello che vuole comunicare. Ha già dentro i codici per essere decifrata. La musica, a seconda della situazione, dell’umore, del momento in cui l’ascolti, può cambiare» dice Mario Luzzatto Fegiz nel suo libro.
Difficile vita insomma quella del critico, di fronte a tale sfida: «Mi trovo nella posizione di non potermi godere la musica fino in fondo. Perché per me è lavoro. Sono un po’ come gli artisti, che non si godono fino in fondo la loro creazione, perché la vivono in un altro modo».
Ma perché odiare i talent show che segnano la scena musicale di oggi, fra tv e social? «Perché mi hanno derubato. Derubato del mio mestiere di critico, spalmato su migliaia di giudici popolari: sms, mail, televoti. Li odio perché hanno posto fine alla dittatura della critica. La mia», dice Fegiz.
Che a LarioBook sarà presentato dal giornalista musicale Maurizio Pratelli, collaboratore del nostro inserto dedicato al tempo libero, “Vivicomo”.

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