Mario Luzzatto Fegiz, lezione di musica per il pubblico di “LarioBook”

Mario Luzzato Fegiz a Lariobook

Dalla musica allo sport. Ieri LarioBook, il nuovo festival letterario del “Corriere di Como” e di Espansione Tv in programma fino al 4 giugno nel nostro auditorium in via Sant’Abbondio 4 a Como, ha ospitato il critico Mario Luzzatto Fegiz, autorevole firma del “Corriere della Sera”.
Il prossimo appuntamento sarà invece con le due ruote: domenica 19 maggio, a una settimana esatta dall’arrivo in città della tappa del Giro d’Italia, in programma il 26 maggio, sarà la volta di Damiano Cunego. L’asso del pedale, vincitore della corsa rosa nel 2004 e di tre Giri di Lombardia, presenterà (a partire dalle 18) l’autobiografia scritta con Tiziano Marino, dal titolo “Purosangue”.
LarioBook, del resto, è nato proprio con l’intento di offrire un panorama culturale a 360 gradi, tra letteratura, arte, storia, sport, spettacolo e fumetti. Dopo gli incontri con Miriana Trevisan, che il 7 maggio ha inaugurato il festival presentando il suo romanzo “La donna bonsai”, Mattia Conti (“Di sangue e di ghiaccio”) e Paolo Di Stefano (“Sekù non ha paura”), ieri il protagonista è stato Mario Luzzatto Fegiz.
Il critico musicale del Corriere della Sera ha raccontato episodi, riflessioni e aneddoti legati al mondo dello spettacolo italiano e internazionale, che segue da mezzo secolo, partendo dall’autobiografia “Troppe zeta nel cognome”, edita da Hoepli, e dal suo pamphlet memoriale “Io odio i talent show” che contiene anche imperdibili recensioni a concerti che hanno fatto la storia.
«Ho assistito in tutto a 3mila concerti nella mia carriera» ha detto Mario Luzzatto Fegiz nel corso dell’incontro di ieri, in cui ha dato anche prova delle sue doti di interprete e attore e della sua notevole memoria che gli permette di ricordare ancora all’età di 72 anni l’Inferno di Dante imparato da ragazzo per scommessa con suo padre.
Una vera enciclopedia di storie, ritratti, aneddoti del mondo dello spettacolo, Fegiz: «Ho visto cose che voi umani» ha detto citando la famosa frase del replicante nel film Blade runner. «E sono tanti i live che mi hanno fatto amare questo mestiere che è il critico, oggi messo in crisi dai talent show in cui il pubblico si erge a giudice e si tramuta in tanti piccoli me, in tanti piccoli Fegiz: ricordo un concerto di Bruce Springsteen, uno dei Pink Floyd e vari concerti di Fabrizio De André. Ho il rimpianto di non aver assistito al live dei Floyd a Venezia, perché ero in ferie».
Nel corso di quello che da incontro letterario si è trasformato in divertente happening tra memorie della storia della canzone e sguardi sull’attualità, spazio anche al Fegiz autore di canzoni: «Ho scritto due brani di Giuni Russo» ha ricordato il giornalista.
Ma quali artisti ha amato in particolare, nel panorama italiano? Ce ne sono stati molti, ma soprattutto De André, Franco Battiato e Giorgio Gaber, che per me è stato un genio assoluto». E la situazione attuale? «Oggi ci sono artisti che sanno scrivere canzoni geniali, ma al contempo anche tante brutte canzoni. Credo che questo si debba alla sparizione della figura del produttore che un tempo era garanzia di qualità. Oggi il ruolo del manager non è più quello di un tempo».

Miriana Trevisan a Lariobook
Miriana Trevisan a Lariobook
Lo scrittore Mattia Conti  a Lariobook
Lo scrittore Mattia Conti a Lariobook
Paolo Di Stefano a Lariobook
Paolo Di Stefano a Lariobook

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.