Marketing territoriale: «Promuovere Como con Bergamo e Varese»

Lago di Como, panorama

Coordinare gli sforzi sul territorio, ma anche con le altre regioni dei laghi, «perchè il brand Como comprende il lago e merita una cabina di regia».
E poi occorre «comunicare al meglio il calendario degli eventi, anche a medio e lungo termine».
Ma anche «illuminare meglio le strade e le piazze e fornire le località di infrastrutture, servizi igienici compresi». Il turismo può essere un volano per alzare la qualità di vita del Lario.
Questa è la ricetta in sintesi, tra concretezza , logistica e strategia, offerta dal convegno del Centro Studi Einaudi di Como l’altra sera all’hotel Metropole Suisse in piazza Cavour a Como, per coniugare cultura e sviluppo del turismo a favore del territorio. Al dibattito, moderato da Lorenzo Morandotti, del “Corriere di Como” sono intervenute tre esperte che hanno analizzato il problema e i suoi scenari sul versante dell’amministrazione pubblica e della ricerca applicata.
Simona Rossotti, assessore al Turismo, Marketing territoriale e ambiente della giunta Landriscina, ha illustrato le mosse per condurre al meglio la battaglia sul fronte dello sviluppo turistico. «Il turismo è un prodotto complesso da piazzare sul mercato. Stiamo monitorando le piattaforme e i siti web per studiare un miglior posizionamento dei territori online. Da assessore in un piccolo comune delle Langhe, da cui provengo – ha detto – faccio tesoro dell’esperienza: illuminare le strade, per la città di Volta è un imperativo. E poi pulizia, a vantaggio dei visitatori e dei residenti. Come diceva il presidente Einaudi, mio conterraneo, meglio parlare poco, ma fare, e fare poche cose ma molto concrete, come una raccolta rifiuti con orari ottimizzati. Stiamo anche progettando una cartellonistica bilingue, in italiano e inglese, molto semplice, ma efficace».
E ha citato un episodio recente. «Sono andata alla stazione di Como San Giovanni dove non è infrequente tra l’altro trovare cumuli di immondizia. Ho scelto di accedere al servizio bici. Mi hanno indirizzato all’edicola, poi rimbalzata a un call center, che mi ha invitato di rivolgermi a Cernobbio. Non ci ho visto più e ho mobilitato altri colleghi assessori e lo staff di palazzo Cernezzi».
Disavventure di ordinaria follia quotidiana a parte, Como è in crescita nella lista delle preferenze turistiche, specie tra gli stranieri: 2,6 milioni le presenze nel 2016, + 9,6% rispetto all’anno prima, con il 77,5% di stranieri sul totale, secondo i dati di Camera di Commercio. Da parte sua Paola Dubini, docente di Economia aziendale e Marketing all’università Bocconi di Milano, dove dirige il corso di laurea in economia e management per Arte, Cultura e Comunicazione, ha portato al centro Einaudi l’esperienza di una milanese che viene a Como di frequente.
«E innegabile che Como stia crescendo come meta turistica, per una somma di fattori. Dovete fare massa critica unendo le forze, pensate a quanto fa Milano con Bookcity, un evento che in pochi giorni concentra migliaia di presentazioni librarie. Dovete chiedervi cosa fare da grandi sul fronte turistico, confrontandovi appunto con le realtà limitrofe, ma anche Varese e Bergamo e un altro lago emergente come quello d’Iseo che gode ancora i frutti dell’installazione galleggiante dell’artista Christo. Pensate a cosa ha fatto Torino, che è si è salvata dal destino toccato a Detroit, altra città a motore. Dovete realizzare un calendario condiviso di eventi. La prima volta sarà difficile, ma poi sarà un valore aggiunto, specie per le piccole realtà associative come strumento di coordinamento di base».
Barbara Pozzo, ordinaria di diritto privato comparato all’Università dell’Insubria di via Sant’Abbondio dove dirige il dipartimento di “Diritto, Economia e Culture, ha a sua volta portato l’esempio di una ricerca che invita a conoscere il territorio e promuoverlo in una prospettiva multidisciplinare: «Cerchiamo di rispondere alle esigenze reali di una città turistica come Como, muovendoci su più fronti, compresa la promozione del turismo sui social media. Abbiamo ad esempio siglato una convenzione con gli Iubilantes per incentivare il turismo green, e mappiamo con un approccio globale le eccellenze culturali del territorio, ad esempio offriamo contributi di formazione con lo studio di lingue come il russo e il cinese, e l’esperienza di un corso in scienze del turismo che vede quest’anno ben 150 matricole ed è in crescita. La città ci chiami, ci interpelli, noi siamo a disposizione».

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