Maroni “boccia” l’accordo Italia-Svizzera

«Questo accordo è peggiorativo per i frontalieri e per i Comuni di confine perché fa venir meno i ristorni e rende più gravoso il costo fiscale per i frontalieri». L’intesa tra Italia e Svizzera sulla voluntary disclosure e sullo scambio di informazioni fiscali non piace ai ticinesi e non piace nemmeno al presidente della Regione Lombardia, il leghista Roberto Maroni.
Ieri mattina, a margine dell’inaugurazione di una struttura sanitaria in provincia di Varese, il governatore ha messo in dubbio l’impegno assunto dal governo nazionale di mantenere invariati i ristorni oggi incassati dai Comuni di frontiera. Una volta trovata l’intesa sul meccanismo di doppia tassazione, infatti, la Svizzera non girerà più all’Italia una quota parte delle entrate fiscali derivanti dalle imposte sui redditi dei frontalieri. «Ho avuto assicurazioni dal governo che interverrà per garantire ai Comuni lo stesso importo dei ristorni che vengono meno e vigilerò perché mantenga queste promesse – ha ribadito Maroni – Sulla sanità, gli impegni presi con la Lombardia non sono stati mantenuti, per cui la preoccupazione c’è. Di fatto, il nuovo accordo peggiora la situazione per i frontalieri e per i Comuni di confine. Noi, come Regione, non siamo parte dell’accordo ma naturalmente siamo molto interessati e lavoreremo perché gli impegni presi dal governo siano rispettati», ha aggiunto Maroni.
Finita la partita tra Italia e Svizzera – o, quantomeno, terminato il primo tempo – inizia una nuova gara tra istituzioni nazionali, regionali e locali.
Un match tutto “politico”, nel quale ciascun attore tenderà a rivendicare ruoli e meriti.
La preoccupazione di Maroni su un possibile «Rischio salasso per i frontalieri comaschi» e su un altrettanto «Rischio default» per i Comuni che non dovessero più ricevere i ristorni è fatta propria da sindacalisti e sindaci.
«Le cose cambieranno e non siamo ottimisti sugli sviluppi – dice ad esempio Carlo Maderna, responsabile frontalieri della Cisl dei Laghi di Como – Per i frontalieri il passaggio dalla tassazione svizzera a quella italiana sarà una bastonata. Aspettiamo gli sviluppi, ma la sensazione è che la situazione potrebbe peggiorare».
«Al momento sono soltanto ipotesi ma non nego di essere preoccupato – dice il sindaco di Faloppio, Eugenio Aiani – nei Comuni di frontiera si è sempre fatto affidamento sui ristorni e sul loro arrivo secondo i tempi previsti. Spero che l’accordo tenga conto delle nostre necessità e non ci penalizzi così come spero che non vengano danneggiati i frontalieri».
«I Comuni di frontiera potrebbero essere fortemente penalizzati da una riforma che attribuisca allo Stato italiano l’onere del versamento dei contributi – aggiunge il sindaco di Porlezza, Franco Franchi – Ridurre o cancellare queste risorse metterebbe a rischio la tenuta dei nostri bilanci».

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