Maroni: «Libeskind mi convince al 50%»

altIl dibattito sul monumento
Ma le categorie imprenditoriali promuovono l’archistar
La scultura dell’archistar Daniel Libeskind è arrivata sulla scrivania di Roberto Maroni, presidente di Regione Lombardia. E così, mentre in città sono ancora in pochi ad averla vista, al Pirellone tutta la documentazione e le relative immagini sono già una realtà. Sospeso il giudizio del presidente Maroni. In riva al lago però, il progetto fortemente voluto da “Amici di Como” raccoglie sempre più consensi ed è stato costituito pure un Comitato per sostenere il progetto. Dall’assessore all’urbanistica Lorenzo Spallino a un folto numero di persone, riunite in un gruppo su Facebook, sono sempre più numerosi i “sì” all’opera.

 Ieri il piano è stato lodato anche da gran parte delle associazioni di categoria, dai commercianti agli industriali. 

 

Non mancano anche voci critiche che si concentrano soprattutto sulla decisione di posizionare “The Life Electric”, questo il nome dell’opera, in fondo alla diga foranea.
Ha ammesso di avere qualche dubbio il presidente Roberto Maroni.
«Ho visto documentazione e immagini – ha detto il numero uno di Regione Lombardia, ieri in città per un’inaugurazione – e devo dire che l’idea mi convince al 50%. Sono diviso a metà, come la città. Ho avuto sensazioni non solo positive, anche se non sono ancora entrato nel merito dell’opera e della sua collocazione – ha aggiunto – Ovviamente il nome di Daniel Libeskind è di richiamo, ma non posso ancora formulare un giudizio completo sul progetto. Lo analizzerò meglio».
Il monumento dell’archistar, intanto, incassa il pieno sostegno delle categorie, in rare occasioni tanto unite quanto nella lettera diffusa ieri in favore dell’opera. L’elenco dei firmatari comprende Ance Como, Associazione Provinciale Albergatori, Cia Como Imprenditori Alberghieri, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Unindustria.
«La piena condivisione che abbiamo dato all’iniziativa nasce dall’attenta valutazione del valore artistico, culturale e turistico dell’opera – si legge in un comunicato congiunto pubblicato ieri – Inoltre riteniamo che, in un momento di particolare difficoltà per la nostra economia, la realizzazione dell’opera e il luogo scelto per la sua collocazione potranno avere sia un’importante ricaduta economica sulle aziende locali, generando indotto, sia un notevole impatto in termini turistici in vista di Expo 2015».
Pur accettando le critiche, i rappresentanti delle associazioni invitano ad attendere che il progetto sia presentato ufficialmente. «Vogliamo precisare che ogni confronto sulle scelte della città è sano, quand’anche acceso – si legge ancora nel comunicato – Riteniamo però poiché sostenitori dell’iniziativa, che chiunque voglia legittimamente intervenire debba rinviare ogni riflessione di merito al giorno in cui l’opera sarà presentata ufficialmente».
È di ieri anche la formalizzazione della costituzione di un Comitato Pro Libeskind, voluto dall’architetto comasco Michele Bollini e dal commercialista cittadino Gianfranco Melli.
«Ci battiamo per una nuova luce nelle coscienze delle persone che ci amministrano – hanno scritto in un “documento-manifesto” i rappresentati del neonato Comitato – Ci battiamo per non perdere una nuova opportunità di crescita culturale, intellettuale, economica e turistica. Ci battiamo per un nuovo rinnovamento delle idee e delle relazioni, per l’abbattimento delle barriere mentali che impediscono a questa città di volare in alto. Ci battiamo per un sogno, il sogno di rivedere finalmente a Como la stessa luce e lo stesso lustro che i nostri famosi predecessori seppero valorizzare e promuovere con l’Expo del 1899, sullo stile delle grandi Esposizioni Universali quando Como era, grazie al nome di Alessandro Volta, il centro del mondo».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Daniel Libeskind durante un sopralluogo al cantiere delle paratie nell’autunno del 2008. Sullo sfondo si vede proprio la diga foranea

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