Mascherine e panchine “antivirus” fatte ad arte

Emilio Alberti mascherina artistica

L’arte trova ispirazione nell’emergenza sanitaria anche sul Lario. Non pochi creativi preparano mostre o singole opere dedicate al tema della pandemia. Pantaleo Cretì ha realizzato in bronzo, presso la sua fidata fonderia di Cucciago, in più versioni e formati la sua idea di socialità al tempo del Covid-19, due persone sedute sulla stessa panchina che però è stata di fatto dimezzata per creare l’opportuna distanza imposta dai regolamenti igienici in vigore. Cretì, che è anche pittore oltre che scultore, aveva anticipato sul nostro giornale l’idea di questo progetto con un disegno realizzato durante la quarantena.
Emilio Alberti, pittore e scultore lariano, si è cimentato poi su Facebook con una serie di fotomontaggi che traducono in forma di mascherina sanitaria antivirus le sue opere d’arte. «È stato un gesto folle dovuto alla frustrazione della quarantena ma su Facebook ho ricevuto molti complimenti e richieste di “mascherine d’autore”», dice. Chissà che dalla creatività tessile comasca non possa nascere un marchio d’arte esclusivo per contribuire a rilanciare l’economia.
Il pittore Silvano Bricola invece prepara una nuova collezione di incisioni dedicata alla “fase due” dal titolo Posso uscire? con cittadini e turisti, opportunamente al riparo dal contagio con maschere e guanti, che si apprestano a visitare alcuni monumenti d’arte e storia lariani, dalla basilica romanica di Sant’Abbondio alla “casa della cultura” dei comaschi per eccellenza che è la neoclassica Villa Olmo.

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