Maslianico un caso di scabbia tra i profughi

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Un giovane profugo, arrivato dalla Somalia e ospitato da alcuni giorni a Maslianico, ha contratto la scabbia.
L’immigrato è stato subito trasferito all’ospedale Sant’Anna per le cure del caso. «Il giovane è stato dimesso e ha già fatto ritorno nella struttura di accoglienza. Anche se a breve, essendo minorenne, verrà spostato in un luogo più adatto», dice il sindaco di Maslianico, Tiziano Citterio.
L’Unità operativa prevenzione dell’Asl di Como sta monitorando attentamente la situazione. «Sono otto gli ospiti della struttura di Maslianico – spiega Citterio – Sono qui già da tempo e si sono integrati. In paese non ci sono mai state dimostrazioni di xenofobia. Non credo dunque sia il caso di allarmare la cittadinanza».
Intanto, ieri pomeriggio, Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, era in città e ha commentato duramente quanto accaduto.
«Il recente caso di scabbia dimostra ancora una volta che chi doveva controllare non lo ha fatto. Lo ripeto: i profughi vanno bloccati nei loro Paesi d’origine. E per quelli che arrivano i controlli medici devono essere immediati – ha detto Salvini – Quanto accaduto evidenzia la totale incapacità delle amministrazioni locali, delle Prefetture e del nostro ministro dell’Interno. L’Italia è la barzelletta d’Europa. Il fenomeno degli sbarchi va bloccato in Africa anche perché poi, territori di confine come quelli di Como e Varese non fanno altro che attirare ancor più disperati. Sono zone invase da quanti sognano di varcare il confine e puntare verso il nord dell’Europa».
La pensa ovviamente allo stesso modo il deputato leghista canturino Nicola Molteni, che ha segnalato il caso di scabbia scoperto al centro di accoglienza di Maslianico all’attenzione dei ministri dell’Interno e della Salute, Alfano e Lorenzin, ai quali ha chiesto di «attivare tutte le procedure di tutela della salute pubblica» e di «fermare l’interminabile flusso di clandestini verso il nostro territorio». Al governo Molteni ha chiesto anche di prevedere controlli sanitari a tappeto nelle strutture di accoglienza.

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