Massima allerta tra Svizzera e Italia. I ticinesi: «Possibili altri attacchi»

Misure di controllo rafforzate ai valichi di frontiera e su tutti gli obiettivi sensibili, da una parte e dall’altra del confine, dopo l’attentato terroristico in un mercatino di Natale a Berlino, in Germania. «La minaccia terroristica rimane alta», ha fatto sapere la polizia cantonale del Ticino, che ha confermato il livello di massima allerta. Il Tir che ha seminato morte a Berlino era partito dalla Brianza e ha poi oltrepassato il confine al Brennero.

In una nota diffusa ieri mattina, la polizia cantonale del Ticino ha precisato che «la valutazione della minaccia terroristica non cambia per la Svizzera», ma ha aggiunto: «Dobbiamo aspettarci ulteriori atti di questo genere in Europa che possono variare da azioni da parte di singoli autori o piccoli gruppi, ad operazioni più complesse e più ampie». I confini e tutti gli obiettivi indicati come «sensibili» restano sorvegliati speciali. «Sulla base delle valutazioni del servizio delle attività informative della Confederazione, dell’Ufficio federale di polizia e delle Polizie cantonali che analizzano la situazione in modo continuo – si legge nel comunicato della polizia cantonale svizzera – vengono coordinate eventuali decisioni relative a dispositivi di sicurezza da mettere in atto».

«In relazione alla realtà cantonale – proseguono le forze dell’ordine ticinesi – il rafforzamento di misure specifiche per luoghi con presenza massiccia di persone è già stato deciso negli scorsi mesi e vista l’attualità permane attivo. La valutazione degli interventi da attuare è continua ed eventuali adattamenti sono costantemente vagliati in collaborazione con le Polizie comunali e i partner federali». «Per ragioni operative e di necessario riserbo – conclude la polizia ticinese – non vengono forniti ulteriori dettagli sui dispositivi in atto o a venire». Al momento, non risultano possibili collegamenti tra i responsabili dell’attentato e l’Italia o la Svizzera. «Le autorità federali e cantonali preposte alla sicurezza sono in stretto contatto per analizzare la situazione – fanno sapere dalla polizia cantonale – Fedpol in particolare è in contatto con le autorità germaniche per stabilire un eventuale collegamento tra i fatti avvenuti in Germania e la Svizzera. Possibilità questa al momento priva di fondamento».

Misure di controllo e prevenzione rafforzate e massima sorveglianza anche in Italia, con un’attenzione particolare alle manifestazioni ed eventi programmati per le festività natalizie. Nel mese di novembre, come confermato anche ieri dopo i drammatici fatti di Berlino, sulla rivista online dello Stato Islamico era stato pubblicato un invito a ripetere il massacro avvenuto a Nizza nel luglio scorso, prendendo di mira proprio i mercatini di Natale.

L’ennesimo attacco terroristico è avvenuto pochi giorni dopo l’espulsione di un tunisino residente a Lurago d’Erba, tra i responsabili del centro culturale islamico di Como, accusato di fare propaganda all’Isis e di reclutare combattenti. Un caso che ha sollevato polemiche e interrogativi sul Lario, riportando sotto i riflettori la ex moschea di via Domenico Pino. La struttura, chiusa come luogo di culto e poi riaperta appunto come centro culturale islamico, negli anni era già stata al centro di altre inchieste, che avevano portato tra gli altri provvedimenti all’espulsione di tre imam ritenuti vicini agli integralisti. Il tunisino espulso la settimana scorsa, su ordine del ministro dell’Interno, ha riaperto le polemiche sul centro di Camerlata. La Lega Nord annuncia la ripresa della battaglia per la chiusura della struttura e i parlamentari del Carroccio Nicola Molteni e Paolo Grimoldi hanno presentato un’interrogazione per chiedere lo stop delle attività del centro.

Anna Campaniello

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