«Massima prudenza nel gestire il ritorno alla normalità». Mauro Frangi (Confcooperative Insubria) traccia il futuro

Mauro Frangi

Non una vera e propria ripartenza, termine che a suo dire non rappresenta al meglio quanto sta accadendo, ma piuttosto una «nuova spinta per cambiare il modello di sviluppo che ci ha portato dove ci troviamo ora». Così il presidente di Confcooperative Insubria Mauro Frangi interpreta questo momento cruciale nel lento cammino che ci porterà – è l’augurio di tutti – a superare definitivamente la fase pandemica acuta. «Siamo soddisfatti che il Governo stia riducendo le restrizioni alla vita di tutti e naturalmente anche quelle nel campo economico. È necessario farlo con la massima prudenza e in tal senso mi sembra adeguato questo calendario scadenzato delle diverse riaperture. E bene fa, chi adesso guida la nazione, a resistere alle pressioni di quanti vogliono di più, di chi gioca contrapponendo salute ed economia», spiega il presidente Frangi.

Anche perché è assoluto interesse delle imprese «evitare di ricadere in errori commessi la scorsa estate, che hanno inciso sull’economia oltre che sull’aspetto sanitario. Bene ripartire ma facendolo in sicurezza senza abbandonare troppo in fretta le limitazioni – sottolinea Mauro Frangi – Positivo e fondamentale che il Decreto sostegni bis preveda (anche se si è ancora in attesa della definitiva conversione in legge del testo), la proroga dei mezzi emergenziali elaborati già in passato, come quelli relativi al credito, alla liquidità delle imprese e quelle sul rinvio delle moratorie in essere».

Nonostante, dunque, il momento sia propizio per guardare al futuro con rinnovato spirito imprenditoriale «sono comunque preoccupato per lo stato di salute del sistema cooperativistico, per le nostre piccole e medie imprese. Uno stato di tensione che si concentra soprattutto su quelle attività più fragili, meno patrimonializzate e che non hanno dunque le spalle grosse per attendere un rilancio generalizzato e che in passato hanno dovuto dare fondo ai risparmi», evidenzia il presidente di Confcooperative Insubria.

La situazione in essere potrebbe infatti «determinare un grave depauperamento del sistema imprenditoriale con effetti inevitabili sul reddito delle persone. In aggiunta un altro elemento preoccupante è caratterizzato dalla crescita, in tale situazione, delle disuguaglianze. Specie per quelle persone ai margini del mondo lavorativo che, privi di mezzi quali gli ammortizzatori sociali, sono esclusi da ogni forma di sostegno. Penso, solo per citare un esempio molto diffuso nel nostro territorio, ai tanti stagionali», spiega Mauro Frangi che auspica inoltre anche un ragionamento necessario sul tema del blocco dei licenziamenti.

Sicuramente non è possibile prolungarlo in eterno – dice – vanno studiate misure alternative che accompagnino la ripresa dell’economia. Il tutto deve però essere fatto con gradualità». E in conclusione uno sguardo anche verso l’Europa. «Il piano di ripartenza con i fondi europei, di cui tanto si parla, se lo pensiamo come una sfida per il futuro allora ha senso. Ma non va inteso come un ritorno al passato anche perché l’Italia in molti settori, proprio nel passato e ben prima della pandemia, era anni indietro rispetto al resto d’Europa. Quindi usiamo i fondi per cambiare i modelli di sviluppo che si sono rivelati errati».

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