Massimo Vita, dal “Charleston” a “The Voice Senior” con Loredana Bertè

Massimo Vita

Ha incassato praticamente quattro sì, anche se per due coach la squadra era già completa. Alla fine è stato conteso da Loredana Bertè e dal rapper Clementino ma lui ha scelto di entrare nel team Bertè.
Massimo Vita, 68enne, notissimo cantante comasco nonché ex proprietario del mitico locale “Charleston” in centro città, che ha visto esibirsi molti big della musica italiana, è uno dei concorrenti di The Voice Senior. Il talent di Rai 1 guidato da Antonella Clerici che vede sfidarsi cantanti over 60 che oltre ad un grande talento sono i protagonisti di storie straordinarie.
Quattro squadre – guidate da big del panorama italiano, Loredana Bertè, Clementino, Albano insieme con la figlia Jasmine e Gigi D’Alessio – competono tra loro per incoronare i Senior preferiti. Venerdì sera l’esibizione di Massimo Vita ha conquistato tutti. Al pubblico di Rai 1 ha regalato Human di Rag’n’Bone Man.
Inizia così l’avventura. Vita nel corso della terza puntata delle “Blind auditions” ha come detto avuto molto successo presso i giurati del talent. «Una voce incredibile» ha commentato Al Bano dopo la sua esibizione davanti ai giurati con la figlia Jasmine. «Siamo impressionati» ha aggiunto. «Sono incantata, sei Joe Cocker dentro» ha aggiunto Loredana Berté commentando la voce di Massimo Vita che come detto alla fine ha scelto la sorella di Mia Martini come coach. «Ti voglio bene, hai fatto la scelta giusta e non ti pentirai e spero di essere all’altezza della tua bravura e del tuo talento» ha detto la cantante, in scena con il suo consueto look rock. Ma a The Voice Senior c’era anche un’altra comasca, Isabella Marelli, giornalista specializzata in musica rock. Un grave incidente le ha cambiato la vita quando aveva solo 21 anni ma forza e grinta non l’hanno mai abbandonata e ora è pronta a rimettersi in gioco. Sul palco ha portato It’s my life di Jon Bon Jovi e la sua storia fatta di sofferenza e di coraggio. Anche per lei inizialmente si sono aperte le porte del team di Loredana Bertè ma poi il suo cammino si è interrotto subito e non farà parte della squadra composta solo da sei artisti.
Poco prima di avventurarsi nell’esperienza del talent su Rai 1 Massimo Vita ha pubblicato un libro sulla storia del “Charleston” dagli anni Ottanta fino alla chiusura. Era prevista una presentazione allo Yacht Club ma le restrizioni sanitarie l’hanno costretto a rimandare l’evento. «Nel mio locale sono passati in tanti – ha detto intervistato da Antonella Clerici – Dalla veniva a suonare con il suo clarinetto, e poi Alberto Fortis». Ma non solo. Vita ricorda al “Corriere di Como”: «Da me hanno suonato due volte anche i mitici Platters, Gianna Nannini e si sono esibiti tutti i cabarettisti e comici in voga in quegli anni: Mr Forrest, i Fichi d’India, Aldo Giovanni e Giacomo. In via Monti 26 ho ospitato il meglio dello spettacolo, dal 23 maggio 1980 al 15 gennaio 2011, giorno della chiusura. Trentun anni in cui sono successe tante cose. Il locale è nato quando c’era una grande voglia di spazi come questo dove ascoltare musica, divertirsi, conoscere gente nuova. Nei suoi 140 metri quadri il “Charleston” era una meta obbligata per venire a finire la propria serata. Lo frequentava la crème degli industriali, ci portavano i loro clienti, venivano anche da fuori provincia e dalla Svizzera. E per i musicisti era un luogo informale dove mettersi alla prova, magari dopo aver registrato i loro dischi all’altrettanto mitico studio Stone Castle di Carimate. A Como erano altri tempi, c’erano 11 locali nei momenti d’oro. La concorrenza non mi dava fastidio, era un segno di vitalità, si respirava la stessa aria di Brera, dei Navigli».

Massimo Vita

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