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Masterclass lariana

Personaggi – La musicista si è recentemente esibita in un recital al Teatro alla Scala di Milano insieme con il soprano Mariella DeviaEnrica Ciccarelli, pianista di fama mondiale – nata a Sondrio e cernobbiese di adozione – terrà una masterclass nella storica dimora di Villa Medici Giulini, a Briosco, da sabato prossimo, 9 giugno, al 17 giugno.Enrica ha suonato con prestigiose orchestre europee, asiatiche, americane e ha collaborato con direttori d’orchestra tra i più famosi al mondo. Di recente ha suonato anche alla Scala e da molti anni è direttore artistico della Fondazione La Società dei Concerti di Milano. «La masterclass significa molto per me. Io non ho una classe fissa, ma allievi da tutto il mondo. In questa occasione – dice – avrò con me una decina di allievi effettivi e, in 9 giorni di masterclass, avranno almeno3 o 4 ore di lezioni ciascuno al giorno».Ma quale è il segreto di un buon insegnante?«Suonare è molto importante – dice la Ciccarelli – quasi come un bisogno fisico; è una ricerca continua, interiore, una sfida con se stessi. Io cerco di rispettare la musicalità di ogni allievo, permettendogli di trovare la sua strada da sé. Credo, infatti, che un buon insegnante debba essere estremamente generoso. E che un musicista, per essere felice, debba poter suonare il più possibile – per se stesso a casa propria o in un studio di registrazione – ma ha anche bisogno dell’adrenalina di un “live”».Infatti ci sono pure le esibizioni pubbliche.«Sì, il pubblico è molto importante, determinante nell’esecuzione: un artista sensibile riesce a percepire l’energia che il pubblico gli sta dando. E l’atmosfera è diversa da Paese a Paese, lo so per esperienza. Il pubblico giapponese, ad esempio, è molto rispettoso, ma quasi timoroso verso l’artista: sfoga alla fine il suo applauso. Il pubblico italiano, invece, è più passionale. Il pubblico tedesco è a sua volta molto competente in materia di musica classica».La pianista lariana ha girato il mondo con la musica.Quale è la sala da concerto che le è rimasta più impressa nella memoria? «Un bellissimo ricordo m’è rimasto del Concertgebouw di Amsterdam – dice Enrica – dove l’acustica è davvero meravigliosa. È vero che, recentemente, ho suonato al Teatro alla Scala, e davvero è stata una grandissima emozione anche lì. Si trattava di un concerto da camera con un programma molto intimo e particolare, con una grande artista come Mariella Devia, una splendida voce e anche una bellissima persona. L’emozione si è traformata in me in un’immensa gioia. Era un concerto non da solista, ma di musica da camera, quindi con responsabilità diverse per il pianista».«È sempre fondamentale, comunque – dice ancora Enrica Ciccarelli – che il musicista sia sincero nella sua esecuzione, perché il pubblico sente questa sincerità, e che l’intenzione del compositore della partitura venga rispettata. Il respiro musicale e le sfumature sono molto importanti e sono le cose più difficili da rendere».Ma quale è il repertorio preferito da Enrica?«In genere – dice la pianista lariana – mi piace il repertorio romantico e il pianoforte è lo strumento per eccellenza capace di leggere questo spirito, o almeno così si dice. Però anche i compositori post-romantici mi piacciono; dipende da tanti fattori e dal momento particolare che sto vivendo. Parlando di Chopin, ma non solo, bisogna far cantare il pianoforte. Schumann, Chopin, ma anche i post-romantici come Rachmaninoff e tutti quelli che hanno esaltato la qualità del pianoforte, sono i miei preferiti».Ha un modello di interpretazione pianistica?«Ho una venerazione per la chiarezza interpretativa di Radu Lupu, per il suo suono innanzitutto. Riesce davvero ad arrivare alla profondità della musica e ha il coraggio di proporla così come è. La sua esecuzione è tutta molto naturale, pensata e intima».

Cécile Prakken

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