Matematica senza prof alle medie

Emergenza docenti di matematica: mancano nella scuola secondaria di primo grado. Dopo i recenti trasferimenti per il 2017-18 sono rimasti vacanti e disponibili ben 3.817 posti della classe di concorso “A028” per l’insegnamento di matematica e scienze nelle medie.
Secondo un’elaborazione di “Tuttoscuola” su dati del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, quasi 2.500 di quei posti si trovano nelle regioni settentrionali, con la Lombardia che da sola registra un vuoto di 1.072 posti.
Nei prossimi giorni sono previste le nomine in ruolo, ma per quella classe di concorso non ci sarà un numero sufficiente di docenti per ricoprire tutti quei posti rimasti liberi.
Gli Uffici scolastici regionali dovranno attingere insegnanti per metà dalle graduatorie di merito del concorso 2016 e per la seconda metà dalle cosiddette graduatorie ad esaurimento.
Il problema riguarda non solo la media di primo grado. Come ricorda Maristella Galeazzi, vicepreside del Setificio: «L’anno scorso abbiamo fatto molta fatica a trovare una supplenza per fisica, per fortuna grazie ai nostri buoni contatti con Politecnico e Insubria abbiamo potuto contare su una neolaureata. Purtroppo è un fenomeno che si ripete regolarmente ogni anno».
Il perché lo spiega un docente dell’Università dell’Insubria, dove dal 1998 insegna analisi matematica, Alberto Setti: «Formiamo professionalità di alto livello, che negli ultimi anni per fortuna ci vengono sempre più richieste dalle aziende private. Dobbiamo ammettere però che se tutti i nostri laureati trovano un accesso nel mondo del lavoro, e alcuni di essi anche con posizioni soddisfacenti e mi auguro anche ben remunerate, sono pochi quelli che riescono a entrare nella scuola pubblica. Spesso si limitano a supplenze, ma è difficile che possano ambire a un contratto a tempo indeterminato. È molto più facile che entrino nella scuola privata. Oggi più di un tempo, ribadisco, chi fa matematica è sempre molto richiesto dalle aziende, dove le doti di analisi e calcolo sono sempre ambite. Spesso gli studenti sono contattati direttamente, senza passare dal corpo docente».
Le immatricolazioni alle facoltà lombarde di matematica sono in crescita, fa sapere il professor Setti: «Sono state 336 nell’anno accademico 2014-2015, e sono state 439 in quello successivo. Con 22 iscritti all’Insubria nel 14-15 e 20 nel biennio 15-16. Abbiamo anche avuto ben cinque dottorandi».
I laureati in matematica nella nostra regione hanno invece un trend più altalenante, che negli ultimi anni è sempre stato sopra le 150 unità. «Il matematico che formiamo oggi – spiega Setti – è sempre più flessibile e ha ad esempio anche adeguate conoscenze informatiche e di programmazione. Il che lo rende molto versatile e adatto all’ingresso nel mondo del lavoro, anche all’estero e non solo in Italia. Ci sono però molti nostri laureati che perseguono con forza l’obiettivo dell’insegnamento. Ma la scuola pubblica non è per loro una garanzia».

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