Mattone in crisi, il settore reagisce con case più tecnologiche

Il neopresidente dei Costruttori, Guffanti: sarebbe strategico incentivare le locazioni
Cambio al vertice dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili (Ance) di Como. Luca Guffanti è il nuovo presidente. Per lui, che succede a Marco Doneda, nominato nel luglio del 2011 e che ha lasciato la carica per motivi professionali, è un compito non facile. Il settore edile, così come molti altri, sta subendo gli effetti della crisi. Ma il neopresidente è convinto che le imprese lariane reagiscano.
Ingegnere, un suo commento a poche ore dalla nomina: se lo aspettava?
«Una nomina
inaspettata, avvenuta per cause non contingenti, ma ne sono felice. Non è un momento facile, ma è in questi casi che bisogna assumersi le proprie responsabilità e non quando è più comodo. Nei prossimi giorni incontrerò i singoli consiglieri per sentire le loro proposte».
Quali le priorità?
«Ce ne sono molte e tutto può essere urgente. Non solo in campo residenziale, ma anche nel settore economico in generale. Prima si trovano le soluzioni a livello europeo, prima anche Como avrà dei vantaggi».
I dati Istat hanno mostrato un calo del 15,1% nel mese di aprile 2012 rispetto allo stesso mese del 2011, inoltre nei primi 4 mesi del 2012 il calo è stato del 14,2%. Lei è a capo di un’azienda, la Guffanti di Guanzate, come vede la situazione?
«C’è una grande incertezza e si hanno molti dubbi su come agire. Prima si troverà la medicina, anche se potrà risultare amara, prima si potrà ripartire».
Si parla di un 30% di imprese edili a rischio chiusura. È un dato reale?
«Credo sia molto difficile, in questo momento, parlare di percentuali. È vero, molte imprese ne sono vittime, ma è anche vero che in tanti ora stanno costruendo abitazioni più evolute. Durante il boom in molti hanno deciso di investire in questo settore, anche chi si occupava di altro. Ora restano in piedi le imprese di settore e stanno reagendo».
Molti costruttori lamentano difficoltà nel reperire mutui. Come vede lei in questo momento i rapporti con le banche?
«Penso che le banche in questo momento abbiano già dei propri problemi da risolvere. Nel periodo di espansione hanno senza dubbio influito sull’aumento della crescita. Con la crisi è avvenuto l’effetto contrario».
Quali le soluzioni?
«Puntare sulla locazione ad esempio, come avviene nella vicina Svizzera. Le famiglie comasche non riescono ad acquistare, quindi credo che l’affitto potrebbe essere la soluzione. Più che studiare soluzioni come le case pubbliche per le fasce più deboli, si potrebbe optare per la locazione, risolvendo anche delle situazioni di degrado in alcune aree».
Ma perché i prezzi non scendono?
«Non scendono perché, pur avendo azzerato i margini, le aziende stanno subendo l’aumento dei costi dettati dalle normative regionali in tema di risparmio energetico e qualità dell’edificio».
Nel programma dell’associazione per il triennio si parla dei rapporti con le amministrazioni locali. Cosa pensa sia necessario nel Pgt?
«Fondamentale è trovare soluzioni che non spingano le persone a investire altrove, per far sì che il distretto possa prosperare. Questo problema va affrontato al più presto tenendo conto dell’aspetto economico. Non ci si può permettere il lusso di fare scelte solo per ottenere consensi».

Francesca Guido

Nella foto:
Operai al lavoro in un cantiere edile. Sul settore grava una grande incertezza

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