Maturità interdisciplinare, i dubbi dei docenti lariani sulla rivoluzione in arrivo

Libri studenti

Rivoluzione alle superiori. Il 2019 per i giovani chiamati ad affrontare l’esame di maturità sarà l’anno della prova mista di latino e greco al Classico e matematica e fisica allo Scientifico.
Disegna uno scenario di preoccupazione Bruno Magatti, docente di fisica e matematica: «La nuova maturità è una vera imboscata a studenti e docenti. Ad esempio, è sbagliato ridurre il punteggio a carico dell’esame, caricando invece quello curriculare. I ragazzi vivono una dinamica di crescita educativa importante, specie al liceo. Far pesare il loro passato didattico come una sorta di fedina penale è inaccettabile».
Magatti contesta nel metodo il nuovo sistema. «Se l’obiettivo è poter certificare competenze, dal punto di vista pedagogico quanto più l’obiettivo è definito tanto più si riesce a indentificarlo e raggiungerlo. In Francia gli esami sono molto più selettivi ad esempio, ma le prove sono chiaramente delineate. Ora invece abbinando matematica e fisica e latino con il greco si pone un problema non solo per i ragazzi ma anche per i docenti. Penso che anche i libri di testo non siano impostati secondo questa prospettiva. Se si vuole cambiare la scuola non si agisce sull’esame finale, che richiederà altre competenze rispetto a quelle attuali, e peggio ancora in corso d’opera. Io sono un fisico, la matematica è il linguaggio con cui raccontiamo l’universo. Ma questo aspetto multidisciplinare temo possa essere efficace solo nell’esame orale – conclude Magatti – Ma il problema è che non basta essere creativi e brillanti nel dialogo con i professori, ma dimostrare se si è o no competenti su un determinato argomento ed essere messi in grado di poter certificare questa competenza. Un po’ come avviene con l’esame per la patente di guida. Avverrà, temo, come per la riforma della maturità varata nel 1969, cinquant’anni fa: il lavoro di compensazione tra i desideri del ministero e la realtà della didattica lo faranno i docenti».
Insomma se è prematuro dire che la rivoluzione porterà innovazioni efficaci o problemi difficili da digerire, è chiaro che siamo di fronte a una novità importante. «La maturità degli ultimi anni è stata equilibrata e sufficientemente equa nella richiesta di impegno. Volendo eliminare la terza prova, penso sarebbe stato meno complicato proporre una versione di greco e una di latino in due giorni distinti (durata 4 ore rispettive) – commenta Carmen Arcidiaco, docente al liceo Classico “Alessandro Volta” di Como – Dal punto di vista didattico poter parlare di greco e latino insieme è però sempre un arricchimento; forse per i ragazzi la struttura della nuova prova potrà facilitare, visto che i testi risultano guidati. Personalmente sono una estimatrice della versione pura e cercherò di privilegiare il testo persino in questa nuova fase di preparazione, anche attraverso collegamenti tra autori. Probabilmente saremo spinti alla ricerca di grandi argomenti da trattare trasversalmente e questo potrà spingere i ragazzi alla riflessione. A patto, però, che si privilegi sempre la traduzione, altrimenti si può perdere il messaggio del testo antico che, al di là di qualsiasi commento, confronto, epoca, resta squisitamente unico».
Nei prossimi mesi ci saranno delle simulazioni per accompagnare gli studenti verso questo nuovo esame. Per la prima prova scritta saranno il 19 febbraio e il 26 marzo. Quelle per la seconda prova scritta invece sono state fissate per il 28 febbraio e per il 2 aprile. L’esame di maturità comincerà con la prova di italiano il 19 giugno prossimo.

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