Maturità, senza presidente una commissione su tre. Nel Comasco ne mancano all’appello 30 su 92

"Siamo lavorando per questo. Uniti ce la faremo"

La maturità ai tempi del Coronavirus, se già si preannunciava complicata per tutte le misure di sicurezza necessarie, adesso si appesantisce con un altro problema. Si tratta della mancanza, considerevole, di presidenti di commissione, figure chiave per consentire il regolare svolgimento dell’esame.
A due settimane dall’inizio, in provincia di Como mancano all’appello 30 presidenti sulle 92 commissioni previste sul territorio. Un dato significativo che si inquadra nella realtà caotica dell’intera Lombardia dove, come spiega Roberto Proietto, dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Como. «manca quasi la metà dei presidenti di commissione: su 1.700 commissioni, circa 700 non si possono al momento costituire perché non ci sono abbastanza presidi che si siano candidati. E le mancanze nel Comasco si attestano sul numero non indifferente di 30 unità. Nei prossimi giorni si attendono dei provvedimenti da parte del Ministero per poter risolvere questa situazione».
Nei giorni scorsi è andata a vuoto anche la seconda chiamata effettuata dall’Ufficio scolastico regionale che adesso dovrà agire rapidamente. Come noto, quest’anno, a causa degli stravolgimenti provocati dall’emergenza sanitaria tuttora in corso, non ci saranno prove scritte per la maturità ma un maxi-colloquio orale. La commissione sarà formata da 6 membri, tutti interni, scelti direttamente dai singoli consigli di classe, che dovranno comprendere i docenti di italiano e delle materie delle seconde prove previste per ciascun indirizzo. I presidenti, invece, saranno, appunto esterni.
Oltre ai dati del Comasco, si sa che a Milano ne mancavano, fino a venerdì scorso, 300 su 600, a Varese 70 e a Monza 65. «Non posso dire se ci sia una maggiore concentrazione del problema in una determinata parte del territorio, anche perché si è proprio in fase di determinazione delle commissioni (il termine ultimo è il 13 giugno). Va poi detto che il dato si potrebbe ulteriormente ingrandire con le eventuali rinunce da parte anche di professori delle commissioni», spiega Proietto.
La normativa elaborata per la maturità 2020 infatti prevede che in determinate situazioni di fragilità, dal punto di vista sanitario, degli studenti o dei professori questi possono collegarsi a distanza per svolgere l’esame, creando però ulteriori inconvenienti organizzativi.
Intanto, nelle scuole cittadine si sta già da tempo lavorando per ricevere gli studenti in tutta sicurezza negli istituti.
«La scorsa settimana, durante una riunione con il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, abbiamo avuto questa notizia e ovviamente si spera di risolvere la situazioni in tempo – interviene il preside del Setificio, Roberto Peverelli – Noi nel frattempo abbiamo dotato tutta la scuola degli accorgimenti necessari per uno svolgimento sicuro dell’esame e siamo pronti». Al lavoro anche Domenico Foderaro, preside del “Pessina”. «Il nostro istituto è molto grande e abbiamo spazi a sufficienza per organizzare in totale tranquillità la sessione d’esame».

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