Maurizio Landini spiega a Como la sua coalizione sociale

Maurizio Landini in Biblioteca a Como Maurizio Landini in Biblioteca a Como

«Di fronte a operazioni straordinarie come quelle messe in atto dal governo Renzi bisogna contrapporre risposte straordinarie». Così il numero uno della Fiom, Maurizio Landini, ha spiegato ieri a Como il significato della sua iniziativa di dare vita alla “Coalizione sociale” lanciata sabato a Roma.
Il segretario nazionale del sindacato dei metalmeccanici della Cgil è giunto a Como per partecipare all’assemblea dei delegati lariani della Fiom, riuniti ieri pomeriggio nella Biblioteca cittadina.
«Il governo – ha dichiarato Landini ai microfoni di Espansione Tv prima di incontrare i delegati – mettendo addirittura il voto di fiducia in Parlamento e senza il consenso delle parti sociali sta cancellando tutti i diritti di chi lavora e sta cambiando le leggi e lo statuto dei lavoratori nel nostro Paese. Una cosa così non era mai successa e di fronte a una simile operazione straordinaria bisogna pensare anche a risposte straordinarie».
E la risposta straordinaria di Landini al “Jobs Act” del governo è appunto una “coalizione sociale” anti-Renzi. Un’iniziativa che, secondo molti commentatori, prelude alla nascita di un partito politico. Una prospettiva che però Landini ha respinto anche in riva al Lario. «C’è bisogno di un’azione politica – ha spiegato il segretario della Fiom – ma questo vuol dire mettere insieme socialmente le persone, non vuol dire costituire un partito. Quest’ultimo sarà un problema dei partiti se decidono di rappresentare il lavoro, che oggi non si sente rappresentato».
Il numero uno dei metalmeccanici ha poi risposto, a distanza, al segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, che si era detta all’oscuro della sua iniziativa. «Questa non è una proposta di Maurizio Landini – ha detto ai microfoni di Etv – ma è una proposta votata all’assemblea nazionale dei delegati e delle delegate della Fiom, alla presenza della segreteria nazionale della Cgil». La Camusso, dunque, non poteva non sapere.
Landini ha poi lanciato la proposta di una nuova riunione della sua “coalizione sociale”, da tenere in aprile dopo la manifestazione nazionale della Fiom prevista per il 28 marzo, per «discutere, tutti insieme, le forme con cui si sta assieme, i contenuti e le proposte, nel rispetto dell’autonomia di ognuno».

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