Mauro Frangi confermato presidente di Confcooperative Insubria

Mauro Frangi presidente Confcooperative Insubria

Mauro Frangi è stato confermato al vertice di Confcooperative Insubria per il quadriennio 2020-2024. L’elezione, per acclamazione, è arrivata poco dopo le 19, dopo un’assemblea celebrata “in presenza” al centro congressi Ville Ponti di Varese. L’assemblea di Confcooperative Insubria, unione interprovinciale Como e Varese si è aperta proprio con la relazione di Frangi, per chiudersi con le parole del presidente nazionale di Confcooperative, Maurizio Gardini in videocollegamento.

Frangi, nella sua relazione, ha ricordato come l’assemblea si sarebbe dovuta celebrare lo scorso 6 marzo.
«Abbiamo scelto di riprogrammare l’Assemblea di rinnovo cariche solo quando era possibile celebrarla incontrandoci fisicamente, tornando a “guardarci negli occhi” e non solo attraverso le piattaforme digitali» ha spiegato davanti a una folta platea. Poi i numeri, che parlano di una crescita costante, anno dopo anno, da 401 a 417 imprese nel 31 dicembre 2019, con altre 5 cooperative che hanno già chiesto di aderire all’Unione.

Il presidente ha poi raccontato la storia toccante di un’impresa in crisi rigenerata dai suoi lavoratori. «La cooperativa “Spotlight” – ha ricordato Frangi – ha iniziato la sua attività il 2 febbraio. Solo venti giorni prima che la scoperta del cosiddetto “paziente zero” a Codogno gettasse il nostro Paese – e poi l’Europa e il mondo – nell’emergenza per il diffondersi dell’epidemia da “Covid 19”. Pochi mesi di vita per un’impresa sono pochi per poter parlare di successo. Ma i primi risultati sono positivi e incoraggianti».
E il tema della crisi post-lockdown è stato uno dei fil rouge del discorso di Frangi. «I dati ci dicono che il 20% delle famiglie con redditi inferiori subirà una perdita di reddito doppia rispetto a quella del quinto di popolazione con i redditi più alti» ha ricordato Frangi. «Se non sappiamo come usciremo dalla crisi, sappiamo come l’hanno attraversata e vissuta le nostre cooperative».

Per circa il 60% dei soci e dei dipendenti delle cooperative sono stati attivati ammortizzatori sociali. Frangi ha ricordato le diverse realtà professionali che si sono costituite in cooperative, dalla sanità, alla scuola, al mondo produttivo e all’assistenza degli anziani «imprese e lavoratori che la burocrazia ha spesso lasciato senza indicazioni e senza dispositivi di protezione», ha ricordato.
«L’anno scorso abbiamo celebrato il centenario di Confcooperative. Un secolo in cui Confcooperative è stata al fianco delle cooperative, le ha accompagnate e tutelate» ha detto ancora Frangi. Ecco quindi il deciso messaggio ad affrontare il futuro con concretezza, più che con speranza. «Nessun rimpianto per il “mondo di prima”. Nessun “si stava meglio quando si stava peggio”. Ma la fatica di riflettere bene su cosa è necessario fare per andare avanti. La fatica di riprendere in mano i programmi di lavoro e di sviluppo, i nostri approcci organizzativi e i nostri modelli di funzionamento, non banalmente per riorganizzarli e riscadenziarli».
«Il futuro delle imprese cooperative – e, quindi, quello di Confcooperative Insubria – la loro sostenibilità e la loro continuità nel tempo, si giocano interamente dentro questa sfida» ha detto ancora Frangi ricordando gli oltre 11.500 occupati del sistema cooperativo. «Dalla crisi non usciremo, come qualcuno si immagina, reclamando “sussidi per tutti” e, nemmeno, costruendo muri per difenderci “dai nemici”. Dovremmo averlo imparato tutti in questi mesi: non ci si salva da soli. Serve un grande sforzo collettivo», ha concluso il presidente.

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