Maxi-furto a Bregnano: «Taglia da 50mila euro sui ladri»

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Furto da 300mila euro in una ditta di Bregnano, la carpenteria metallica Lietti. L’azienda si è trovata senza macchinari né attrezzi e per due giorni, ieri e oggi, ha sospeso l’attività lavorativa. I titolari hanno messo però una taglia da 50mila euro sui ladri. Un gesto forte, una provocazione generata dalla disperazione di chi non riesce più ad accettare una situazione di questo tipo.
«Siamo disposti a dare 50mila euro a chi ci porta gli autori di questo colpo – incalzano i titolari, i fratelli Adriano e Alessandro Lietti, che gestiscono l’azienda di famiglia con il papà Vittorio – Diamo tempo alle istituzioni fino a luglio. Se la situazione non cambierà abbiamo intenzione di chiudere. Le istituzioni ci dicano cosa fare: se pagare le tasse o ricomprare il materiale. Se paghiamo le tasse non abbiamo più i soldi per riacquistare il materiale. Che qualcuno ci dia una risposta».
Il furto, l’altra notte, è avvenuto il giorno successivo al funerale del custode, aspetto peraltro segnalato alle forze dell’ordine che stanno indagando sulla vicenda.
«Di sicuro i malintenzionati lo sapevano – aggiungono i fratelli Lietti – Erano a conoscenza della morte del nostro custode ed è stata una mancanza di rispetto assoluta». Per entrare nell’azienda di via Achille Grandi i ladri avrebbero scavalcato una recinzione sul retro. Una volta all’interno hanno portato via una serie di attrezzature: macchinari, saldatrici (alcune anche del valore di 25mila euro), e perfino flessibili, trapani, smerigliatrici.
«E pure materiale di consumo, tra cui resina ed elettrodi – spiegano ancora Adriano ed Alessandro Lietti – Ci hanno persino preso 300 litri di gasolio dal camion e hanno riempito delle taniche. Hanno rubato il materiale che c’era su un furgone, poi sono fuggiti con un secondo furgone».
I ladri sarebbero usciti dal cancello principale.
Un furto messo a segno da più persone in un arco di tempo particolarmente lungo, senza che nessuno dei vicini abbia visto o sentito movimenti strani o sospetti.
«La nostra ditta lavora in tutto il mondo, nel Nordamerica, nel Nordafrica e nell’Europa del Nord – ricorda Vittorio Lietti – In tutti questi anni non ci è mai stato rubato un cacciavite. Adesso che dobbiamo preparare il lavoro da mandare via non possiamo farlo. Dobbiamo chiedere anticipi per riaprire e iniziare a lavorare».

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