Maxi-processo a spalloni e banchieri: 16 condanne

Tra Como e Ticino

(m.pv.) Sedici condanne, le più pesanti a due banchieri svizzeri, tra cui il manager di banca Arner, Nicola Bravetti (condannato a 7 anni e 7mila euro di multa).
Ma anche ventisei assoluzioni e sette prescrizioni. È questa la sentenza letta ieri mattina dai giudici del tribunale di Como in merito alla maxi-inchiesta della procura (pubblico ministero Mariano Fadda) su un giro di spalloni di valuta, oro e pietre preziose a cavallo del confine.
L’accusa ha contestato reati come l’associazione

per delinquere finalizzata al riciclaggio e al contrabbando di beni provenienti da evasione fiscale. Vicende che risalgono a un periodo compreso tra il 2004 e il 2008 in cui i compiacenti “spalloni”, molti dei quali comaschi e condannati, si caricavano denaro e gioielli in panciere o doppi fondi per passare in confine e depositare il tutto in compiacenti banche svizzere.
Non tutte le contestazioni sono state provate. Ben 26 infatti sono stati gli assolti, anche se l’ammontare degli anni di pena dei 16 condannati è di 59 anni con le punte massime per il già citato Bravetti e per Giancarlo Blini, (6 anni e 6mila euro di multa) funzionario di una banca di Lugano.
Tra le contestazioni non provate quella di un presunto traffico di diamanti dal confine e diretti a Padova, tanto che l’intero numero di pietre preziose è stato restituito alla società veneta che ne era la proprietaria. Le motivazioni della sentenza di primo grado sono attese tra 90 giorni.

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