Cronaca

Maxi-rissa tra bande in carcere. Ben 39 detenuti del Bassone finiscono davanti al giudice

Da una parte gli albanesi, dall’altra i nordafricani: due i feriti
Nel gennaio del 2009 si scontrarono due gruppi di stranieri
Che non fosse un’udienza come tutte le altre, lo si è capito subito, quando l’auletta al piano terra del palazzo di giustizia adibita alle udienza del giudice monocratico si è riempita all’inverosimile solo per accogliere le varie parti chiamate dall’appello. Decine di avvocati, assistenti, anche curiosi. E pure più di un detenuto, anche se non tutti e 39 come da richiesta della Procura.
È andata in scena ieri mattina in tribunale la prima udienza del processo per una maxi-rissa scoppiata
in carcere al Bassone il 24 gennaio 2009. Botte da orbi che coinvolsero due bande, la prima di albanesi, la seconda di nordafricani – tunisini, egiziani, marocchini – all’interno delle mura della struttura di Albate, approfittando dell’ora d’aria concessa ai detenuti.
Ben 39 sono state le persone identificate dagli agenti della polizia penitenziaria, in gran parte africani. Imputati ora chiamati a rispondere a vario titolo di rissa e anche di lesioni. Sul selciato dell’area passeggi della quarta sezione, infatti, rimasero pure due feriti che ebbero bisogno delle cure del pronto soccorso: un primo con lesioni guaribili in sei giorni, il secondo con un braccio rotto e una prognosi ben più lunga, 25 giorni.
Tutto ebbe origine la sera prima – sembra per motivi futili – da un diverbio con protagonisti un cittadino albanese e un nordafricano.
Rancori e conti in sospeso regolati nell’ora d’aria della mattina successiva, e poi ancora in una seconda fase nel pomeriggio, con le file dei due schieramenti che via via si ingrossavano. Fino a raggiungere, come detto, il rispettabile numero di 39 persone identificate dagli agenti della polizia penitenziaria. Le stesse che ieri sono finite in aula di fronte al giudice monocratico del tribunale di Como per rispondere all’accusa di rissa.
Un reato che da codice, «per il solo fatto della partecipazione» ad esso, è punito con la reclusione «da tre mesi a cinque anni». Erano quattro gli imputati presenti ieri in aula. Di molti altri si sono perse le tracce, o perchè rimpatriati, oppure perché irreperibili dopo aver concluso il loro periodo di carcerazione nella casa circondariale del Bassone.
Nel corso dell’udienza di ieri mattina c’è stato giusto il tempo per completare l’appello delle varie parti per poi decidere una nuova udienza in cui il processo entrerà nel vivo. «Il rinvio è stato fissato al 5 ottobre», si è limitata a dire Serena Pensa, uno dei legali in aula per la complessa udienza. Per quel giorno, pare già assodato, il caos tornerà ad impadronirsi dell’auletta al piano terra del palazzo di giustizia.

Mauro Peverelli

Nella foto:
La rissa nel carcere del Bassone risale al 24 gennaio 2009: due le bande coinvolte
26 maggio 2012

Info Autore

Redazione

Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Archivio
ottobre: 2018
L M M G V S D
« Set    
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
 Farmacie di turno 

   Ospedali   

   Trasporti   
Colophon

Editoriale S.r.l. (in liquidaz.)
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto