Mazzata sui frontalieri: “Fino al 20% di tasse in più”

Da sinistra a destra: Eros Nicolini, Dario Campione, Gianmaria Frapolli e Aldo Bertagni Da sinistra a destra: Eros Nicolini, Dario Campione, Gianmaria Frapolli e Aldo Bertagni

Economia di confine: un delicato equilibrio tra Italia e Svizzera. Dibattito animato, ieri sera, nel corso di Nessun Dorma, il talk show in onda ogni venerdì alle 21 su Etv. Al centro della puntata i frontalieri: 62mila italiani (20mila dalla provincia di Como) che ogni giorno passano il confine per andare a lavorare in Svizzera. E che, in un futuro nemmeno così lontano, potrebbero dover pagare fino al 20% di tasse in più-
Roma e Berna stanno negoziando un nuovo sistema di imposizione. Oggi i frontalieri pagano le tasse in Svizzera, e la Confederazione restituisce parte di questo gettito all’Italia (i cosiddetti “ristorni”). Come spiegato dal giornalista del Corriere di Como Dario Campione, il nuovo sistema – ideato ma non ancora approvato – cambierebbe radicalmente il metodo di imposizione: i frontalieri verrebbero tassati in Svizzera sul 70% del reddito, e in Italia sul restante 30%. Un meccanismo, ha spiegato il presidente dell’Associazione Frontalieri Ticino Eros Sebastiani, che potrebbe portare alcuni frontalieri – specialmente quelli con i redditi medio-alti – a pagare il dal 15 al 23% di tasse in più. <Se i frontalieri perdessero ampie fette di salario – ha aggiunto Sebastiani – ne soffrirebbero entrambe le economie: quella svizzera e quella italiana>.
La questione frontalieri, ha poi spiegato nel corso della puntata il vicedirettore de La Regione Ticino Aldo Bertagni, è stata utilizzata come leva politica. <Le polemiche sul frontalierato si sarebbero potute evitare anni fa, se solo in Ticino alcuni soggetti non avessero strumentalizzato la questione>, ha detto il giornalista. <Tuttavia, quando le condizioni di accesso al mercato del lavoro sono sbilanciate tra i due Paesi, è prevedibile che qualcuno cavalchi il problema>.
In studio anche Gianmaria Frapolli, deputato in Gran Consiglio ed esponente della Lega dei Ticinesi, una delle forze più conservatrici del cantone, che ha ribadito come il suo partito non abbia pregiudizi nei confronti dei frontalieri: <Quello che noi combattiamo – ha detto – è il dumping salariale che genera un effetto sostituzione. Svizzeri che restano senza lavoro perché dipendenti italiani vengono assunti con stipendi incompatibili con il nostro costo della vita>.

Tratto da Espansione TV

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