Medici e infermieri non vaccinati, sono 134 i sospesi in provincia

Camici bianchi

La scorsa settimana la sospensione del primo medico di base in provincia di Como, con un impatto notevole sulla sanità del territorio.
I 1.700 pazienti del professionista, che rifiuta il vaccino, si sono trovati senza più un riferimento. Ma quali sono i numeri attuali dei medici e degli infermieri sospesi dai rispettivi ordini? Il punto è stato fatto ieri dai due presidenti provinciali: Gianluigi Spata e Dario Cremonesi. In tutto, la conta di chi non può più esercitare fino al 31 dicembre o fino al completamento del suo ciclo vaccinale arriva a ben 134 professionisti della salute.

Un numero grande di camici bianchi, anche se, una volta rapportato al totale degli iscritti pesa per circa il 2%.
In provincia di Como, con il dato aggiornato a ieri, erano 32 i medici sospesi tra i circa 3.700 iscritti e 102 gli infermieri a fronte dei 3.600 presenti nell’albo provinciale.
Meno del 2% nella media complessiva, con un dato che oscilla tra lo 0,9% dei medici e il 2,7 degli infermieri.

I medici
«A fronte di circa 3.600 iscritti all’Ordine tra medici e odontoiatri le sospensioni sono 32 – spiega Gianluigi Spata, presidente dell’ordine provinciale e della federazione degli ordini della Lombardia – Il percorso prevede una parte istruttoria in carico all’Ats, che invia una mail con posta certificata ai medici che non risultano vaccinati per approfondire la situazione. Rispetto ai numeri iniziali la situazione si è ridimensionata. C’è chi non aveva aperto la Pec in modo corretto in cui veniva comunicato l’avvio dell’istruttoria. La gran parte dei colleghi ha effettuato la vaccinazione».
Il totale di 32 comprende medici e odontoiatri di tutta la provincia in servizio in ospedali, ambulatori e strutture private.

Gli infermieri
«Ad oggi abbiamo fatto 152 sospensioni, 50 delle quali però sono state revocate perché nel frattempo è avvenuta la vaccinazione e siamo dunque a 102 sospesi su circa 3.700 iscritti», commenta il presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Como, Dario Cremonesi.
La categoria conta una quota numericamente maggiore di non vaccinati rispetto a quella dei medici.
Il 17 agosto, i professioni sospesi dall’ordine erano 45. Nel giro di sei settimane il numero è triplicato, poi fortunatamente si è ridotto grazie al “ripensamento” di un infermiere su tre.
«Il numero delle sospensioni è purtroppo aumentato e, come sappiamo dal costante confronto con Ats, non è ancora definitivo – commenta ancora il presidente Cremonesi – Registriamo tuttavia un ripensamento di almeno un terzo dei colleghi sospesi e questo fa bene sperare».

«Dobbiamo continuare a sensibilizzare il personale sanitario, questa deve essere un’assoluta priorità – commenta ancora Cremonesi – Personalmente auspico anche una pronta programmazione della terza dose per il personale sanitario. La campagna della terza dose deve essere organizzata attraverso una valutazione preventiva del dosaggio degli anticorpi presenti nelle persone», conclude. In questa fase della campagna vaccinale gli esperti del Comitato tecnico scientifico stanno proprio definendo tempi e modalità dell’eventuale somministrazione della terza dose anche al personale sanitario. I sanitari sono stati i primi ad essere vaccinati, dalla fine di dicembre dello scorso anno.
Poi la campagna aveva coinvolto gli over 80 e gli ospiti delle case di riposo. Categorie fragili che sembrano essere le prime ora in calendario per il richiamo.

Le somministrazioni di questi giorni di una dose aggiuntiva riguardano invece i trapiantati, i dializzati e gli immunodepressi.

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