Cronaca

Medici in via di “estinzione” La rabbia di Renzo Dionigi: «Reclutare con i quiz è folle»

Emergenza camici bianchi
E Melfa (Cimo): «Paghiamo la politica del numero chiuso»

«Il test d’ingresso a Medicina è un metodo di selezione terrificante. Molti tra i migliori medici non riuscirebbero a passarlo».
Parola di medico e professore universitario. Per Renzo Dionigi, chirurgo e rettore dell’Università dell’Insubria di Como e Varese, la crisi di vocazione dei camici bianchi parte da lontano. Inizia con i test d’ingresso, che lui giudica «inutili» dal punto di vista pratico e inadatti a selezionare i candidati medici. Perciò, responsabili – almeno in parte
– degli abbandoni universitari.
La riflessione di Dionigi parte da due elementi. Un dato e una considerazione. Entrambi “firmati” dal presidente dell’Ordine del Medici di Como, Gianluigi Spata, che dopo aver segnalato una drastica carenza di medici – «entro il 2014 ne mancheranno 18mila in Italia» – ha ammonito i giovani: «Iscrivetevi a Medicina solo se siete davvero motivati». La mancanza di motivazione, ha aggiunto Spata, si traduce in un alto tasso di abbandono degli studi medici, «il 29% al primo anno».
Dionigi risponde che un dato simile gli sembra «piuttosto alto», ma condivide con Spata la preoccupazione sul futuro: «Abbiamo grossi problemi nel reclutamento dei giovani medici». La causa, spiega il chirurgo, è «innanzitutto culturale». Perché «se facciamo riferimento alla classe medica di trent’anni fa, vediamo che gli universitari arrivavano da licei classici o scientifici. Scuole che erano in grado di offrire una preparazione culturale fondamentale per la pratica di un mestiere, il medico, che dev’essere sempre collegato con le scienze umane. Negli ultimi anni questa preparazione culturale è calata». Anche il test d’ingresso a Medicina, secondo Dionigi, inceppa il sistema. Il chirurgo lo dice in toni piuttosto netti: «L’accesso alla facoltà oggi avviene nel modo più terrificante possibile. Il sistema dei quiz può essere utile dal punto di vista teorico, ma non lo è da quello pratico. Le domande saltano da una disciplina all’altra, molti tra i migliori medici non sarebbero in grado di rispondere accuratamente. E se il meccanismo di reclutamento è sbagliato, a Medicina entrano anche persone senza la giusta motivazione. Per fare il medico – aggiunge Dionigi – serve una sorta di vocazione. È un mestiere particolare, che richiede precise doti culturali».
La carenza di medici, vista invece con gli occhi di Gianni Melfa – responsabile della Confederazione Italiana Medici Ospedalieri (Cimo) di Como, un sindacato dei camici bianchi – è «l’effetto delle politiche “numero chiuso” di quindici anni fa. Nella medicina ospedaliera, la programmazione va pensata con quindici anni di anticipo. Altrimenti, ogni intervento segue il problema anziché prevenirlo».
L’abbandono universitario, secondo Melfa, «è un dato storico», perché «Medicina è una facoltà lunga e selettiva».
Il responsabile comasco del Cimo spiega poi che, la figura del medico, rispetto a dieci anni fa inizia a fare i conti con l’aspetto legale della professione.
«Il nostro è sempre stato un mestiere difficile: abbiamo in carico la salute, e quindi la vita delle persone. La domanda di salute e l’aspettativa di benessere crescono. Perciò aumentano i casi di contenzioso tra il dottore e il paziente». Casi nei quali sovente il paziente ritiene di non aver ricevuto le giuste cure, oppure accusa di negligenza lo specialista. E spesso le parti finiscono davanti al giudice.
«L’aumento di questi casi è una novità degli ultimi anni. Prima, il rapporto tra medico e paziente era basato sulla fiducia. Oggi invece c’è una relazione quasi contrattuale, come se noi potessimo garantire il risultato. In medicina questo non è possibile. Perciò si assiste a una fuga dalle specialità ad alto tasso di contenzioso, come ginecologia, ortopedia e chirurgia. Nella scelta della specializzazione, i neolaureati ormai fanno anche valutazioni opportunistiche. E non solo vocazionali».

Andrea Bambace

Nella foto:
Le previsioni degli specialisti indicano per i prossimi anno un calo drastico di medici in tutta Italia
19 Maggio 2012

Info Autore

Redazione

Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Archivio
Dicembre: 2018
L M M G V S D
« Nov    
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
farmacia Farmacie di turno farmacia

ospedale   Ospedali   ospedale

trasporti   Trasporti   trasporti
Colophon

Editoriale S.r.l.
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto