«Meglio rinviare di un anno gli eventi natalizi». Bruno Magatti all’attacco sul bando comunale

Città dei Balocchi 2019

«Eventi planetari come le Olimpiadi sono stati rinviati di un anno, l’unico appuntamento che invece tiene sempre banco, nonostante la pandemia, sono i mercatini di Natale, la cosiddetta “Città dei Balocchi”. Forse uno stop sarebbe servito anche per ripensare la manifestazione e ovviamente il relativo bando».
Non usa giri di parole l’ex assessore e oggi consigliere di Civitas Bruno Magatti, dopo la pubblicazione dei documenti di gara per la kermesse di Natale che sembrano cuciti su misura, dal Comune di Como, per chi già in passato si è occupato dell’organizzazione. Ma oltre ad aspetti squisitamente tecnici, ciò che più allarma Bruno Magatti è il tema Covid-19.
Leggendo i vari documenti che compongono l’incartamento della gara, emerge infatti un elemento preoccupante: la quasi totale assenza del “problema” Covid dal capitolato d’appalto. «Questo è sicuramente l’aspetto più critico e lo è per diverse ragioni. Innanzitutto, come ormai confermato dagli esperti, in autunno è previsto o comunque è possibile un ritorno, magari meno virulento, del virus. Aspetto direi da non sottovalutare come, invece, è stato fatto. E non ritengo non ci fosse il tempo per prevedere questa fattispecie nei documenti di gara».
Come se ciò non bastasse, «sempre in autunno e poi nel periodo natalizio questa eventuale recrudescenza del Covid-19 potrebbe andare a mischiarsi e confondersi anche con le classiche patologie della stagione, rendendo magari più complessa l’identificazione dei malati. Organizzare un simile appuntamento che attira così tante persone con questi presupposti è rischioso – spiega Magatti – E il fatto che non sia stato pensato nulla al riguardo allarma». Esiste poi l’aspetto relativo all’esperienza pregressa. «Considerata la complessità della concessione – si legge nella determina – i soggetti offerenti dovranno essere in possesso dei seguenti requisiti di capacità tecnica» e quindi «aver eseguito, con esito positivo, nell’ultimo triennio due servizi analoghi a quello della presente procedura per enti pubblici o privati, ciascuno della durata di almeno 40 giorni e per un valore del singolo servizio annuo non inferiore a un milione di euro». In pratica il ritratto della Città dei Balocchi. «A prescindere dai soggetti coinvolti, che ovviamente nel corso degli anni si sono costruiti una solida esperienza, mi sembra che si sia persa un’occasione importante – prosegui il ragionamento Bruno Magatti – per creare un documento capace di attirare più soggetti ai quali, ad esempio, porre delle precondizioni molto chiare. A partire ovviamente da quella di pensare a un piano adeguato alle disposizioni sanitarie in essere». Ma c’è poi anche un altro tema forte, che da sempre agita le notti dei comaschi: quello relativo al traffico decisamente caotico che si viene a creare in città con l’evento. «Anche in questo caso mi sembra non ci sia nulla di veramente nuovo per cercare di arginare il problema mobilità. Magari anche questa poteva essere un’altra precondizione da porre nel bando. Insomma la pandemia ha fatto dire a tutti che tutto sarebbe cambiato, tutto tranne la Città dei Balocchi».

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