Meloni divo in tv

Personaggi – Il musicista comasco, primo clarinetto della Scala, parla dei suoi programmi futuri. E sarà ospite di Gad Lerner lunedì sera
Fabrizio Meloni, clarinettista lariano 46enne di fama mondiale, può ben dire di aver vinto la scommessa fatta a soli 9 anni con il nonno. Che non l’avrebbe voluto nella banda di Vighizzolo, frazione di Cantù, perché lo considerava «troppo impulsivo».
Basta dare un’occhiata al curriculum che si può leggere sul suo sito personale in Internet, aggiornato anche per quanto riguarda la nutrita serie di incisioni discografiche.

Meloni ha suonato con i maggiori direttori, da Riccardo Muti a Lorin Maazel, e collaborato con solisti del calibro di Bruno Canino, Friedrich Gulda, Myung-Whun Chung ed Editha Gruberova. Ha all’attivo più di una ventina di “prime” alla Scala di Milano, nella cui orchestra è primo clarinetto solista fin dal 1984. A novembre inizierà le prove per il Don Giovanni che debutterà il 7 dicembre e che lo vedrà ancora una volta nella buca più ambita del mondo dai musicisti classici.
Quel suo essere “troppo impulsivo” da giovanissimo oggi si traduce in età adulta nella capacità di sviluppare contemporaneamente più progetti e nella tenacia solidale con cui fin dal 2009 sta aiutando l’Abruzzo a risorgere dopo il terremoto.
Nel novembre di due anni fa infatti Meloni lanciò dalle pagine della rivista Amadeus di novembre, e dai bit inediti incisi nel cd allegato, una campagna musicale di solidarietà a favore dell’Abruzzo martoriato dal sisma. E in particolare per la rinascita del Teatro Comunale dell’Aquila. Meloni allora incise un cd con l’Orchestra Sinfonica Abruzzese (che dopo il sisma del 6 aprile è stata accolta dal Teatro di Chieti) diretta da Giancarlo De Lorenzo, impegnata nella rilettura di pagine di Carl Nielsen, Aaron Copland e Jean Françaix.
Nel 2012, a tre anni dal sisma, lo attende una primavera intensa. «Coronerò il mio sogno – dice Meloni – in qualità di solista della filarmonica abruzzese. Il cd con i concerti peraltro mai incisi prima di Carl Nielsen, Aaron Copland e Jean Françaix è andato benissimo. Siamo stati invitati a suonare in Spagna e per una tournée in un paio di produzioni all’anno. E ora mi appresto a chiudere il cerchio: il 6 aprile 2012 dirigerò a L’Aquila la grande Messa in do minore di Wolfgang Amadeus Mozart con la Sinfonica e il Coro d’Abruzzo. Utilizzeremo per questa speciale occasione concertistica i cantanti dell’Accademia del Teatro alla Scala, che hanno fatto le audizioni quest’anno. Abbiamo voluto attingere da questo grande bacino perché garantisce cantanti di altissimo profilo. La Carmen scelta per la stagione scaligera dal direttore del teatro milanese, Daniel Barenboim, è ora una star mondiale. Inoltre in marzo sarò in concerto in terra d’Abruzzo con i fiati della nostra orchestra solidale, per interpretare le Serenate di Strauss».
Chi è appassionato di musica classica ma non disdegna suoni più moderni e contaminazioni troverà in Fabrizio Meloni un interprete di primo piano e senza accademismi. Un banco di prova per testarlo sarà proprio questo lunedì, 3 ottobre. Meloni suonerà in diretta tv nell’ambito della trasmissione di approfondimento condotta dal giornalista Gad Lerner su “La7” dal titolo “L’infedele”, alle 21. Uno spazio mediatico importante, che darà modo all’interprete lariano di eseguire pagine di raro ascolto.
«Già da tempo Lerner dà spazio a interpreti della classica, stavolta – dice Meloni – ospiterà alcuni musicisti che sono “prime parti” della Scala, chiamate anche a parlare di temi di attualità culturale. Eseguirò in duo una parte della “fantasia” dal Rigoletto verdiano di Luigi Bassi, storico clarinettista scaligero dell’800. Un brano molto virtuosistico, della durata di 4 minuti, che celebrerà la Scala in tv».
Ma Meloni come detto ama sperimentare. «Da Lerner – aggiunge – faremo sentire anche il clarinetto in una veste meno classica, proponendo Oblivion, pezzo che Astor Piazzolla compose nel 1982 per la colonna sonora originale del film Enrico IV di Marco Bellocchio. Il clarinetto è versatile, nella famiglia dei legni è lo strumento che ha più doti».
Teorema che Meloni ha di recente dimostrato anche con un dvd musicale con brani di Debussy, Berio e altri autori. Il clarinettista è anche aperto a nuovi compositori. Infatti è reduce dal festival “Frontiere. La prima volta” di Bari: «In prima mondiale – dice – ho proposto con i “Virtuosi della Scala” al Petruzzelli una composizione scritta per me dal musicista vastese Raffaele Bellafronte. E mentre a dicembre uscirò in dvd in alta definizione e in cd con i Quintetti di Mozart e Brahms, con il mio gruppo “tzigano” ho in arrivo un progetto che rivisiterà pagine “zingare” da Brahms a Bartòk, con sperimentazioni rigorosamente jazz».

Lorenzo Morandotti

Nella foto:
Versatile
Fabrizio Meloni, clarinettista lariano di fama mondiale, che ha suonato con i maggiori direttori, da Riccardo Muti a Lorin Maazel. È primo clarinetto solista dell’Orchestra del Teatro e della Filarmonica della Scala dal 1984

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