Memorie lariane nel mondo di Hitchcock

Lucia e Isola Comacina

Se Warren Buffett cerca location di lusso sul lago, uno dei motivi è che attinge a un mito che ha radici antiche. Il legame tra cinema e Lago di Como è patrimonio collettivo, grazie alle favole al laser di George Lucas, Como è infatti pagina importante nella storia delle scenografie: il secondo episodio di Star Wars è stato girato al Balbianello. Ma la strada maestra della fiction internazionale passa dal Lario fin dai tempi di Alfred Hitchcock. Era il 1925 quando il maestro del brivido firmò la regia del suo primo film, The Pleasure Garden, girato anche a Villa d’Este di Cernobbio. Facilmente riconoscibili sono gli scorci dedicati al prestigioso albergo e al primo bacino del lago, rifugio d’amore dove i due protagonisti, interpretati da Virginia Valli e Miles Mendes, trascorrono la luna di miele. Il muto si trova anche su YouTube; attorno al minuto 36 si vedono scorci lariani. Memorie legate a quel set (compreso il sequestro di 3mila metri di pellicola vergine alla dogana) sono nelle pagine autobiografiche del regista: nella storica intervista rilasciata a François Truffaut e nel saggio I miei ricordi cinematografici del 1936. Speriamo che i comaschi tra quattro anni si ricordino di celebrare il centenario di quel film, anche come spunto per incentivare il cineturismo. Sull’Isola Comacina dove Hitchcock ha soggiornato e dove vengono coltivate le sue memorie con varie iniziative, è stata aperta dell’area picnic denominata “Hitchcock point”: appunto là dove il grande regista aveva girato The pleasure garden.
Altre memorie hitchcockiane legate al Lario sono nel film documentario speriamo di imminente uscita, ma presentato con successo ai festival di Cannes. Roma e Atene Alida di Mimmo Verdesca dedicato ad Alida Valli, l’attrice che nacque 100 anni fa a Pola e visse dagli otto anni fino all’adolescenza a Como. Nel 1947 si trasferì a Hollywood su invito del produttore Selznick, che intendeva farne la “Ingrid Bergman italiana”. Appartiene proprio a quell’anno Il caso Paradine per la regia di Alfred Hitchcock, che ebbe sempre parole di grande ammirazione per l’attrice italiana e nel quale recitò accanto a Gregory Peck. Ma la Valli non sopportò le regole che le venivano imposte dal produttore che, come è noto, voleva sempre il controllo totale dei suoi attori, e ottenne la rescissione del contratto pur a prezzo di un’ingente penale.
Ora una grande mostra dedicata al regista del brivido è in corso fino a fine marzo all’Arengario di Monza, e l’occhio è puntato soprattutto sui film prodotto per la Universal Pictures.
In scena 70 fotografie e contenuti speciali provenienti dagli archivi della Major americana che conducono il pubblico nel backstage dei principali film di Hitchcock, facendo scoprire particolari curiosi sulla realizzazione delle scene più celebri, sull’impiego dei primi effetti speciali, sugli attori e sulla vita privata del regista inglese, a quarant’anni dalla sua scomparsa.
«Hitchcock, come hanno detto i critici della nouvelle vague – afferma il curatore della mostra Gianni Canova – è stato uno dei più grandi creatori di forme di tutto il Novecento. I suoi film, per quante volte li si riveda, sono ogni volta una sorpresa. Ogni volta aprono nuove prospettive attraverso cui osservare il mondo e guardare la vita». Il percorso espositivo analizza i principali capolavori di Hitchcock, prodotti dalla Universal Pictures. Primo fra tutti Psycho (1960), una delle sue opere più controverse che riuscì a battere tutti i record di incassi e fece fuggire il pubblico dalle sale in preda al panico.

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