Cronaca

Menaggio, toni sempre più duri. I candidati: «Stemperare il clima»

altVerso il ballottaggio
A Mariano Comense Forza Italia chiede il voto agli ex alleati
Una scritta nera, inequivocabile: «Ladri». E una polemica che non accenna a fermarsi, tanto da costringere in qualche modo i due candidati a sindaco a lanciare un appello generale alla calma.
Menaggio vive probabilmente le due settimane più difficili della sua storia politica. Il contestatissimo pareggio scaturito domenica scorsa dalle urne (953 voti a ciascuno dei due contendenti e tre schede non assegnate) ha scatenato una tensione mai vissuta prima. Sfociata in una quasi rissa fuori dal

municipio la notte dello scrutinio e in altri episodi più o meno sconcertanti. L’ultimo, in ordine di tempo, è accaduto nella notte tra martedì e mercoledì: ignoti hanno imbrattato la bacheca della minoranza consiliare con la scritta «Ladri».
Michele Spaggiari, candidato della maggioranza uscente, parla di «episodio sgradevole e da condannare, indice di un clima pesante. Bisogna assolutamente stemperare, moderare il linguaggio».
Spaggiari è convinto di aver subito un torto. «Ci è stato tolto un voto valido e per questo abbiamo presentato oggi (ieri, ndr) un ricorso al Tar. Aspettiamo la decisione del Tribunale ma intanto chiediamo a tutti di tornare a una discussione civile».
L’invito a moderare i toni è raccolto e fatto proprio anche dall’altro candidato sindaco, Adolfo Valsecchi. «In un paese piccolo come Menaggio gli obiettivi sono comuni – afferma Valsecchi – Noi non abbiamo fatto alcuna polemica sull’esito del voto, altri hanno scelto simili atteggiamenti. Ci rifiutiamo quindi di buttarla sulla rissa, da parte nostra non ci sarà nulla del genere. Una mano, se vinciamo, sulle cose concrete la tendo. Perché i miei competitori rappresentano la metà del paese. Spero soltanto, mi permetto una battuta, che non me la taglino, questa mano».
A Mariano torna la politica
Mentre Menaggio cerca con fatica la strada di un normale confronto sui programmi, Mariano Comense riscopre la politica e, soprattutto, la classica contrapposizione centrodestra-centrosinistra.
I due candidati più votati nel primo turno – Giovanni Marchisio, sostenuto dal Pd e Andrea Ballabio, esponente di Forza Italia – riprendono a battere i vecchi tasti mai finiti fuori accordatura. Con sfumature differenti, com’è ovvio in simili occasioni.
«Credo che i dirigenti dei partiti del centrodestra, chi può decidere, debbano fare tutto il necessario per evitare che Mariano Comense sia riconsegnata al Pd e alla sinistra», dice Ballabio. Il quale è ben consapevole di essere stato, pochi mesi fa, uno dei protagonisti diretti della fine anticipata della giunta cittadina a guida leghista. Ma non per questo rinuncia alla sua battaglia per la conquista degli elettori del Carroccio.
«Ho paragonato questa situazione a quella di due italiani, uno del Nord e uno del Sud, i quali magari in patria si guardano talvolta in cagnesco ma quando si ritrovano a Città del Messico in vacanza vanno a bere insieme qualcosa». Metafora turistica per invocare una solidarietà politica evidentemente compromessa nel momento in cui Forza Italia decise di far dimettere i suoi consiglieri e di mandare a casa anticipatamente il sindaco Alessandro Turati. «Non ho alcun timore a chiedere a tutti gli elettori del centrodestra di votarmi – insiste Ballabio – Il ballottaggio riapre completamente la partita. Si riparte da uno zero a zero e resto convinto di poter vincere».
Una fiducia nel risultato finale che, ovviamente, non manca nemmeno a Giovanni Marchisio, candidato del Pd e di due liste civiche, uscito dal primo turno elettorale con un sostanzioso 42,37%, oltre 23 punti in più di Ballabio (secondo, appunto, con il 18,93% dei consensi).
«Noi non faremo alcun apparentamento – sottolinea Marchisio – continuiamo a portare avanti il nostro programma e chiediamo su questo anche i voti degli elettori di centrodestra e della Lega».
Marchisio ha condotto una campagna elettorale utilizzando come simbolo una sedia di paglia, «l’unica su cui ci sediamo per ascoltare le proposte e le richieste dei cittadini».
Messaggio chiaro: no alle poltrone, sì al dialogo con la gente. Ma il ballottaggio è una storia a sé, e ad aiutare Marchisio non ci sarà più – o sarà stemperato, almeno in parte – l’effetto Renzi, la gigantesca spinta data domenica scorsa dal segretario-rottamatore ai candidati del suo partito in tutto il Paese. «È possibile – dice Marchisio – ma sono convinto che la voglia di cambiamento fosse già molto presente a Mariano, dove la gente ha capito di poter contare sulle molte potenzialità legate al nostro progetto politico. Certo, Renzi è la prova del fatto che il Pd sa rinnovarsi, essere credibile. La maggioranza di centrodestra che nel 2009 aveva vinto con il 63% dei voti stava in piedi per miracolo. Nulla legava quei partiti, quando i dissidi sono venuti a galla sono andati a sbattere».

Nella foto:
La bacheca della minoranza consiliare che ignoti hanno imbrattato nella notte tra martedì e mercoledì scorsi
29 maggio 2014

Info Autore

Redazione

Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Archivio
ottobre: 2018
L M M G V S D
« Set    
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
 Farmacie di turno 

   Ospedali   

   Trasporti   
Colophon

Editoriale S.r.l. (in liquidaz.)
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto