Meningite, profilassi per 150 bambini all’asilo di Alzate Brianza

Profilassi preventiva ad Alzate per un caso di meningite Profilassi preventiva ad Alzate per un caso di meningite

Antibiotici e terapia preventiva di massa all’asilo di Alzate Brianza dopo il caso di meningite che ha coinvolto un bambino di 5 anni che frequenta la scuola del paese.
L’Asl, alla luce degli ultimi accertamenti, ha avviato già ieri l’intervento, che coinvolge i compagni, le maestre e i familiari del piccolo paziente per un totale di oltre 150 persone.
Il bambino è ricoverato da alcuni giorni per febbre alta e altri sintomi che hanno sin da subito portato i medici a sospettare un caso di meningite. I primi esami sembravano aver scongiurato il rischio peggiore, ovvero la malattia meningococcica, quella più contagiosa.
L’azienda sanitaria, però, ha continuato a seguire passo dopo passo la situazione. Ieri mattina, i risultati di ulteriori accertamenti hanno reso necessario procedere rapidamente con un cambio di rotta.
«Il caso di patologia riferibile a meningite segnalato negli scorsi giorni, che aveva visto negativi i primi test – hanno fatto sapere dall’Asl – richiede un aggiornamento alla luce dei test di secondo livello. Dal laboratorio di biologia molecolare presso il centro di riferimento regionale di Milano, i risultati dei test genetici in corso fanno prevalere un atteggiamento cautelativo».
Fuori dai termini medici, questa cautela si è tradotta in una profilassi preventiva di gruppo. L’intervento è stato comunicato già ieri mattina dai dirigenti dell’Asl ai responsabili della scuola materna e ai genitori dei bambini, comprensibilmente preoccupati. La terapia preventiva prevede la somministrazione, per bocca, di un antibiotico specifico.
Al momento, l’Asl ha individuato circa 150 persone chiamate ad assumere il farmaco. Si tratta dei familiari e dei parenti del bambino, dei compagni dell’asilo e del personale della scuola, oltre a tutti i contatti stretti del paziente. «Sono da intendersi “contatti stretti” – precisano da via Pessina – coloro che hanno condiviso con il malato lo stesso ambiente confinato per almeno 2 ore consecutive, nei 10 giorni precedenti l’esordio dei sintomi».
Nessun rischio, invece, per i familiari delle persone alle quali è stata proposta la profilassi. «Non si considerano soggetti a rischio coloro che sono venuti a contatto per interposta persona».
Il bambino di 5 anni colpito dalla meningite, tuttora ricoverato in un ospedale della zona, fortunatamente sembra stia reagendo alle cure e il quadro clinico sarebbe in miglioramento. «È una situazione complessa – avevano spiegato nei giorni scorsi dall’Asl – anche perché la malattia potrebbe essersi sovrapposta ai virus influenzali in circolazione».
Allertati i pediatri e i medici di medicina generale del territorio, chiamati a segnalare immediatamente eventuali ulteriori casi sospetti.
«L’indicazione che è stata data – concludono dagli uffici dell’Asl – è di attuare la sorveglianza sanitaria per i prossimi 10 giorni».

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