«Meno tasse sui rifiuti se volete più differenziata». I commercianti rispondono alle accuse di Magatti

Una coscienza ecologica più diffusa tra i commercianti? Sì, a patto che la tassa sui rifiuti venga abbassata. È questa in sintesi la posizione di Confcommercio Como dopo la tirata d’orecchi da parte del Comune. «C’è ancora molto da fare in tema di riciclo dei rifiuti. Nonostante gli ottimi risultati di Como» aveva detto venerdì scorso l’assessore all’Ambiente di Palazzo Cernezzi Bruno Magatti illustrando i risultati di un’indagine effettuata da Aprica sulla composizione del sacco dell’indifferenziata.

«I dati elaborati sono sconfortanti – aveva commentato Magatti – Per quanto riguarda infatti le utenze non domestiche (ad esempio bar e negozi), i 3/4 di ciò che viene buttato nell’indifferenziata è composto da materiale che andrebbe riciclato diversamente». E «a comportarsi male è soprattutto la città murata, dove spesso la carta, nell’indifferenziata, raggiunge il 41,3%», aveva spiegato Magatti. «Apprezzo l’operato di Magatti e lo sostengo – dice il presidente di Confcommercio Como Giansilvio Primavesi, che tra l’altro lamenta un avvio sottotono della stagione delle spese natalizie – Dico che ha ragione, spesso girando per Como noto anche io molta inciviltà, a causa di negozianti e anche di privati cittadini, nella gestione della spazzatura. Ma i negozi e gli esercizi della filiera della ristorazione va detto che producono più rifiuti dei privati e quindi hanno più difficoltà a gestirli rispetto a un ambito domestico. Io personalmente sono favorevole alla differenziata, che pratico non solo a casa ma anche nel mio negozio. Raccomando anche di non esporre i bidoni fuori dagli orari previsti. Ma che ci vengano incontro sul fronte delle tasse».

Si spieghi, Primavesi. «Dico che la differenziata oltre che un dovere civico è anche una fonte di reddito, cioè dovrebbe riversare risparmi e vantaggi sugli utenti e quindi anche su noi negozianti. Invece, checché ne dica l’assessore Magatti, aumentano le tasse sui rifiuti, in particolare per noi esercenti. Sarebbe quindi opportuno incentivare una coscienza ecologica, con una leva economica. La nostra categoria si sente presa in giro: già lavoriamo come muli, e spesso ci sentiamo disperati perché non sappiamo dove mettere i bidoni della differenziata, mentre prima era tutto più semplice. Almeno se ci chiedono sacrifici ci diano qualche vantaggio. Fermo restando che è vero, dovremmo raccomandare ai commercianti una maggiore attenzione. Anche se poi in certe vie poco illuminate o dove i lampioni sono pieni di moscerini, e perché magari non ci sono le vetrine dei negozi accese a renderle visibili, è più facile abbandonare la spazzatura dove capita. Va detto anche questo, per completare il quadro. In sintesi: non gettiamo la croce su una categoria sola. Qualche tirata d’orecchi la diamo e la daremo, e oggettivamente qualche miglioramento nella gestione dei rifiuti con l’era Magatti è stato innegabile».

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