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«Mercato coperto, basta promesse. Vogliamo il progetto»

«Basta con le ennesime promesse non mantenute, occorre intervenire subito. Vogliamo vedere il progetto».È il duro attacco che arriva da Confesercenti Como sulla gestione del Mercato coperto di Como diretto all’amministrazione cittadina. In una nota l’associazione di categoria chiede di poter conoscere il progetto di riqualificazione disposto dagli uffici di Palazzo Cernezzi.«Gli operatori del Mercato Coperto chiedono all’amministrazione di salvaguardare e valorizzare la storica struttura tanto apprezzata dai comaschi», scrive Confesercenti allegando alla nota una serie di richieste, tra cui l’imbiancatura dei padiglioni, la ristrutturazione e la pulizia dei bagni, un adeguato impianto di condizionamento per il raffrescamento d’estate e il riscaldamento d’inverno, un piano giornaliero di pulizia generale e gli ingressi automatizzati. Ma soprattutto, la richiesta è l’affidamento in gestione del mercato a un consorzio di operatori.Nelle scorse settimane dalla giunta era arrivata la decisione di non stanziare soldi per il mercato tra via Sirtori e via Mentana. «La coperta è corta», aveva spiegato in consiglio comunale l’assessore ai lavori pubblici Pierangelo Gervasoni.Da anni intanto gli operatori attendono una ristrutturazione del mercato. L’ex Padiglione Grossisti era stato oggetto di una riqualificazione costata quasi due milioni e durata tre anni (2012-2015).Ma l’opera era rimasta a metà, inaccessibile nella parte superiore, senza parapetti, priva di pavimentazione e rivestimenti delle scale di accesso, con i vani per gli ascensori vuoti ed è tuttora in questo stato. La “piazza” coperta al piano terra, frutto anch’essa di quella ristrutturazione, è stata invece utilizzata rare volte, per eventi, in periodo pre-Covid.Verso la fine dello scorso anno, il Comune di Como ha stabilito che servono altri 400mila euro per completare il non fatto. A distanza di mesi, quindi, si torna a parlare del mercato perché nulla è cambiato.La struttura ha alle spalle una storia lunga quasi novant’anni, essendo stata inaugurata nell’ottobre del 1934 (prima d’allora frutta e verdura si vendevano in piazza Roma, ma all’aperto).L’attuale destinazione d’uso, solo “mercatale”, di fatto impedisce che operatori privati possano trasformare gli spazi anche in qualcosa di simile ai mercati europei di successo, con centri di ristorazione di qualità che siano mete quotidiane di residenti e di turisti.

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