Mercato immobiliare ancora con segno meno

Cartelli vendesi e affittasi

Con il turismo che prova a ripartire, almeno ad agosto, il mercato immobiliare residenziale lombardo ha segnato una evidente battuta d’arresto, soprattutto a causa del lockdown nei primi mesi dell’anno.

Secondo l’elaborazione del Centro Studi di “Abitare Co.” sui dati forniti dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, le compravendite di abitazioni in provincia di Como sono calate del 14,6% rispetto al primo trimestre dello scorso anno, nonostante le 1.324 transazioni. Su base regionale, la flessione è stata anche superiore (-16,5%), con 24.455 transazioni. La Lombardia si posiziona tra le regioni al 1° posto in Italia per i rogiti registrati e al 7° posto per calo percentuale più marcato.

A livello territoriale, nel primo trimestre 2020, si registra una flessione delle compravendite in quasi tutte le province, con i valori più marcati a Lodi(-25,3%) e a Bergamo (-24,6%). Seguono Lecco (-20,9%), Milano (-18,6%), Cremona (-18,5%), Brescia (-17,1%), Varese (-16,6%), Como (-14,6%), Pavia (-10,7%), e Sondrio (-2,3%). L’unica positiva è Mantova (+3,9%).
Tra le città capoluogo di provincia, Milano rimane la più cara, con prezzi che si attestano a €3.600 al metro quadrato, seguita da Pavia con €2.150, Bergamo e Como con €2.050, Lecco con €2.000, Lodi con €1.800, Brescia con €1.700, Varese con €1.700, Sondrio con €1.300, Mantova con €1.150 e Cremona con €1.120..

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