Mercato immobiliare nel tunnel

altLa crisi economica
Qualche segnale di ripresa nel secondo semestre 2013, ma il calo non si è fermato

Il mercato della casa, sul Lario, stenta a riprendere quota. Pesano i fattori di crisi che hanno inchiodato il Paese in una fase di stagnazione ormai lunghissima. Pesa, soprattutto, l’atteggiamento molto guardingo delle banche, ancora restie a rilasciare i cordoni della borsa sin qui stretti come in una morsa d’acciaio. E il mattone, che una volta era bene rifugio considerato sicurissimo, oggi ha assunto una fisionomia diversa.
Il tradizionale appuntamento annuale con il borsino immobiliare

della sezione comasca della Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari (Fimaa), ovvero l’associazione che raggruppa la gran parte degli agenti immobiliari lariani, ha mostrato anche per il 2013 dati in chiaroscuro.
Simone Majeli, che nella Fimaa di Como si occupa di credito, nella conferenza stampa di presentazione del borsino – tenuta ieri mattina nel capoluogo, nella sede di Confcommercio – è stato molto chiaro. «Dopo l’anno orribile 2012, in cui abbiamo registrato un crollo della domanda, si è avuta un’inversione di tendenza. Negli ultimi due trimestri del 2013 la domanda è tornata a crescere. Le banche, e in particolare i piccoli istituti, hanno ripreso a erogare mutui, con spread ai minimi attorno al 2%».
Nessuno si faccia ingannare. La curva che tende a invertire la sua rotta resta comunque rivolta verso il basso. Il 2013 si è chiuso in negativo. Stime non certe parlano di un ulteriore -7% rispetto all’anno precedente: 62 milioni nei primi nove mesi, che fanno ipotizzare un giro d’affari complessivo del mercato immobiliare intermediato in provincia di Como di circa 140 milioni. Tanto per capirsi: la metà di quanto si faceva nel 2010, quando il denaro erogato dalle banche si era aggirato attorno ai 120 milioni di euro, con un rapporto tra mutui concessi e investimenti effettivi nel settore della compravendita di immobili pari al 50%.
Claudio Zanetti, presidente della Fimaa di Como, tenta di lanciare un segnale positivo, pur rimanendo saldamente ancorato alla realtà. Presentando il quarto sondaggio del mercato immobiliare lariano realizzato con interviste agli associati, Zanetti ha parlato di «momento di transizione tra una fase chiaramente molto negativa e una fase di stabilità. Ciò non significa una esplosione di vendite, piuttosto una piccola crescita o un lieve calo. Molto dipenderà anche dalle scelte politiche». Se anche il nuovo governo getterà la croce fiscale addosso ai proprietari di immobili, le attese si riveleranno del tutto vane.
Qualche numero snocciolato da Zanetti serve comunque a comprendere il «sentimento» di una categoria che, in questi ultimi anni, ha visto erodere in modo consistente il proprio giro d’affari.
«Un associato su due immagina un 2014 negativo sul fronte delle compravendite residenziali – ha detto Zanetti – tiene di più il mercato degli immobili turistici, mentre è in assoluto affanno il comparto commerciale e industriale, per il quale non ci sono sostanzialmente previsioni positive».
Gli agenti della Fimaa sperano insomma di fare qualche buon affare con gli stranieri, pronti forse a tornare in alcune zone della provincia. Ma sono rassegnati a lasciare invenduti capannoni, negozi e uffici. Anche i tempi per concludere un’intesa si allungano. «Oggi servono 8 mesi in media per trovare un compratore», dice sempre Zanetti. Ma non in tutti i settori. «Si vendono soprattutto le case il cui valore oscilla tra 100 e 200mila euro, vale a dire bilocali in città e trilocali in provincia».
Anche la trattativa si è fatta più serrata. «Il ribasso medio è attorno al 10%», anche se molto dipende ovviamente dal prezzo di partenza. Un numero letteralmente incredibile è, invece, quello relativo alla media degli affari conclusi nel 2013. Il 41% degli associati Fimaa ha dichiarato di aver siglato, lo scorso anno, da 1 a 4 compravendite.
«Nessuno può sopravvivere vendendo una sola casa – ammette Zanetti – Molti hanno puntato sulle locazioni e su forme di collaborazione». Il 15% delle agenzie immobiliari comasche ha chiuso i battenti nel 2013, mentre il 68% ha scelto (o è stato obbligato) ad avviare intese tra studi professionali». C’è stato anche chi ha cambiato settore, soprattutto coloro i quali erano entrati nel mercato negli ultimi anni senza mai riuscire davvero a farsi un numero sufficiente di clienti.

Nella foto:
Il mercato immobiliare sul Lario è ancora dentro una crisi molto forte. Qualche segnale positivo giunge dal credito bancario

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