Mercoledrink. L’assessore: «I controlli sono serrati». Ma dal Pd replicano: «Manca il coraggio di dire basta»

Alcolici

A inizio stagione l’amministrazione comunale di Cantù ha convocato i principali baristi del centro per discutere di Mercoledrink. Il confronto ha portato a un’autoregolamentazione sull’orario di chiusura dei locali. Nessuno ha sollevato però il tema dell’opportunità di andare avanti con un’iniziativa diventata ormai appuntamento di richiamo per migliaia di persone.
Da parte delle istituzioni canturine si mette l’accento sulla collaborazione con chi organizza le serate.
«Dal lancio del Mercoledrink a oggi la situazione è migliorata – ha ieri detto ai microfoni di Etv il vicecommissario della polizia locale di Cantù, Gabriele Caimi – gli esercenti sono i primi a collaborare e la modalità di fruizione della piazza è cambiata in modo positivo. Soltanto a fine stagione – conclude – saremo in grado di tracciare un bilancio».
L’assessore alla Sicurezza, Maurizio Cattaneo, parla di un «lavoro costante e prezioso della polizia locale con cui abbiamo fatto molta prevenzione. Non riusciamo a risolvere ogni genere di problema, ma siamo molto attenti e lavoriamo nella direzione credo più giusta». I controlli sono «serrati», dice Cattaneo e il dialogo con gli esercenti «continuo. La maggior parte di loro lavora in modo serio». Di fronte alle discussioni e ai dubbi su una movida diventata tanto grande da essere talvolta ingestibile, l’assessore insiste: «agiamo per scoraggiare l’abuso di alcol, non abbassiamo mai la guardia». Ma di bloccare i Mercoledrink non se ne parla. Non è questione all’ordine del giorno. «Da un anno a questa parte – ricorda ancora Cattaneo – nel regolamento di polizia locale è stato vietato l’uso del vetro in piazza. Un modo anche questo di ridurre il fenomeno dell’abuso. Prima, Tanti si portavano le bottiglie da casa per berle poi in centro».
Il punto è che il fenomeno dei mercoledì alcolici estivi di Cantù sembra essere talvolta sfuggito di mano. Quando 2mila ragazzi invadono una piazza per bere in compagnia le cose si fanno difficili. Ne è convinto Filippo Di Gregorio, consigliere comunale e capogruppo del Pd a Cantù. «In campagna elettorale noi avevamo fatto una proposta: svuotare queste serate dei contenuti alcolici e trasformarle in occasioni d’incontro, al di là del culto dello sballo». Un’idea per ora rimasta sulla carta.
Tuttavia, a preoccupare il consigliere Pd non è soltanto l’elevato tasso alcolico delle serate estive. «In piazza ormai girano tantissimi soldi e a Cantù è sbarcata anche la ’ndrangheta assieme a chi vende la droga. Ci sono anche bande di ragazzi che hanno trasformato queste nottate in palestre di sopraffazione. Ne abbiamo discusso tantissimo, ma nessuno ha mai avuto il coraggio di dire “basta”».

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