Metalmeccanica in ripresa, cassa integrazione in calo

La sede di Unindustria Como
La sede di Unindustria in via Raimondi
La sede di Unindustria in via Raimondi
Nonostante l’attività produttiva abbia registrato una leggera flessione dello 0,4% nel primo trimestre del 2018 rispetto al quarto trimestre dell’anno precedente, il settore metalmeccanico è in ripresa.
Il quadro che emerge in provincia di Como, presentato ieri da Unindustria, dà speranze ed è in linea con quello nazionale.
Nei primi tre mesi dell’anno è continuato a diminuire l’utilizzo della cassa integrazione guadagni (-48,6%); quella straordinaria è arrivata a quote minime. L’occupazione è cresciuta leggermente, soprattutto per le aziende con oltre 500 dipendenti, toccando quasi l’1%. C’è però difficoltà a reperire sul mercato figure professionali specializzate.
Secondo le elaborazioni di Unindustria nel secondo semestre del 2017 si è evidenziata una  crescita nel settore metalmeccanico. Il risultato è stato particolarmente positivo su base tendenziale, ovvero rispetto agli ultimi sei mesi del 2016, ma il comparto metalmeccanico ha mostrato anche segnali di crescita rispetto al primo semestre del 2017.
Gli ordini raccolti dalle imprese sono cresciuti del 4,9% rispetto al 2016, del 4% in confronto ai primi sei mesi del 2017. Per quanto concerne l’attività produttiva, le aziende metalmeccaniche hanno aumentato la produzione sia a livello tendenziale (+4,3%) che a livello congiunturale (+1,4%). La capacità produttiva utilizzata è risultata pari all’86,7%. Il fatturato registrato dalle aziende intervistate ha subito una contrazione rispetto ai sei mesi precedenti del 2017, con una variazione negativa dello 0,6%, mentre è risultata positiva la variazione in termini tendenziali (+4,5%).
Il quarto trimestre del 2017 è risultato nel complesso migliore rispetto ai tre mesi precedenti. Per quanto riguarda il mercato italiano si è registrato un saldo positivo tra imprese che hanno accresciuto i ricavi e imprese che hanno invece diminuito le vendite (rispettivamente 30,4% e 27,9%), mentre a livello di export la differenza tra imprese in crescita e imprese in calo è risultato ancora più positivo (29,9% contro 18,9%).

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