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Metti in un sacco il giurista Andrea Alciato

A metà Cinquecento non doveva essere facile insegnare, in Lombardia. Anche se si era giuristi di successo europeo. Guerre, stipendi che dipendevano dai capricci e dalle disponibilità dei potenti, e poi le invidie dei colleghi e le goliardate degli studenti sempre dietro l’angolo. Non ne fu immune, e lo riferisce nel suo epistolario, il comasco Andrea Alciato, cui è intitolata la biblioteca comunale di via Girola ad Alzate Brianza, probabile origine della sua famiglia e forse luogo natio. Il giureconsulto e umanista fu docente universitario ed erudito di fama europea nato in un anno cruciale, il 1492, considerato simbolico spartiacque tra Medioevo e modernità. Il grande scrittore e filosofo Erasmo da Rotterdam lodò la sua incredibile erudizione e la sua indole schietta e amabile, fu intimo amico di Pietro Bembo ed ebbe tra i suoi estimatori il re francese Francesco I. Tra le sue molte opere, la Storia di Milano in quattro libri e gli Emblemi, collezione di allegorie e simboli in versi latini accompagnati da efficaci xilografie, una summa del sapere che ha costituito un vero e proprio best seller umanistico e subito una straordinaria diffusione con centinaia di edizioni e traduzioni nelle lingue europee.Nei suoi corsi di Storia del diritto italiano l’attuale direttore del dipartimento di Giurisprudenza dell’ateneo pavese, Ettore Dezza, riferiva spesso che Alciato si sarebbe attirato le invidie di altri colleghi docenti a Pavia dove le cattiverie e le insolenze a suo danno erano forti, tanto che una sera alcuni ignoti gli avrebbero teso un agguato e, gettatogli un sacco in testa, lo avrebbero percosso dandogli una bella lezione. «L’aneddoto – dice Dezza al “Corriere di Como” – fa parte della tradizione orale dell’accademia pavese. Personalmente la prima volta lo udii narrare quando ero studente (primi anni Settanta) da un autorevole storico del diritto dell’Università di Pavia, il professor Giovanni Vaccari, scomparso ormai da parecchi decenni».Al di là dell’aneddotica, rimane il lascito, ancora da esplorare, di Alciato giurista. A uno dei suoi maestri, Giasone del Maino, proprio Dezza con Stefano Colloca dedica il recente volume edito dal Mulino “Giasone del Maino. Diritto, politica, letteratura nell’esperienza di un giurista rinascimentale”. Una punta di diamante europea che ebbe tra i suoi discepoli illustri proprio l’Alciato.

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