Cronaca

«Mi hanno colpito alle spalle e sono scappati mentre ero a terra»

Parla la vittima della brutale aggressione di piazza Camerlata. L’uomo è ricoverato al Sant’Anna
«Il ragazzo che guidava l’ho visto bene. Era più giovane degli altri: 20, 22 anni al massimo. Non è stato lui a scendere dall’auto per colpirmi. Sono stati i suoi amici, più grandi di lui. Vorrei chiedere a tutti loro il perché di una simile violenza, quale motivo li ha portati a fare una cosa del genere. Io mi ero girato e me ne stavo andando. Mi hanno colpito alle spalle con un calcio in testa». Sono passate molte ore dall’episodio avvenuto tra sabato e domenica all’altezza di piazza Camerlata, in via Pasquale Paoli. Eppure, il pensionato 68enne vittima del brutale pestaggio in stile “Arancia Meccanica”, nel suo letto dell’ospedale Sant’Anna di San Fermo, non riesce ancora a darsi una spiegazione per quanto avvenuto. Martedì prossimo verrà operato al volto proprio per le lesioni riportate in seguito al calcio subito.
È ancora sofferente, eppure accetta di ripercorrere quanto capitato pochi minuti dopo la mezzanotte tra sabato e domenica. «Stavo scendendo dall’autostrada – ricorda – La velocità era normale, sui 60 all’ora. All’altezza di via Cecilio ho visto un’auto accostarsi alla mia. Mi pareva fosse una Citroen C2. C’era un ragazzo seduto sulla portiera dal lato passeggero. Era fuori dell’auto, gridava parolacce. Anche chi era dietro aveva la testa fuori dal finestrino. Pensavo che arrivassero da qualche partita».
Poi le due auto si immettono lungo via Pasquale Paoli. «Me li sono ritrovati ancora davanti, continuavano a dire parolacce e a imprecare. Così mi sono affiancato e gli ho chiesto cosa stessero facendo. Per risposta hanno iniziato a zigzagare, a fare finta di speronarmi. Non mi sono preoccupato, il ragazzo che guidava l’ho visto bene, aveva poco più di 20 anni, mi sembrava in balia degli altri. In tutto erano cinque. Non ne sono sicuro, ma credo che fossero cinque perché dietro erano stretti. Di fronte al Birrificio di Camerlata eravamo di nuovo affiancati. Così sono sceso per parlargli, mi sono diretto verso il guidatore, poi ho preferito lasciar perdere e sono tornato indietro».
Ma proprio in questo momento è arrivata l’aggressione. «Non mi sono accorto di nulla. Appena mi sono girato mi hanno colpito con un calcio alla testa. Non è stato chi guidava, ma gli altri che erano sull’auto: una, forse due persone». Pare infatti che uno dei due possa averlo tenuto mentre l’altro sferrava il colpo. «Sono caduto a terra – prosegue l’uomo – L’occhio mi si è gonfiato e perdevo sangue. Ho sentito che scappavano, e mentre fuggivano litigavano tra loro. Uno ha anche detto all’altro: “Ma che cosa hai fatto?”. Non ho visto il numero di targa, non ne ho fatto in tempo». La scena, tuttavia, è stata vista da molte persone. Le stesse che ora si spera possano testimoniare per permettere alla Questura di risalire ai responsabili del gesto infame, per di più commesso quando la vittima ha voltato le spalle. «C’erano molte auto in coda. Qualcuno per ripartire mi ha pure schivato mentre ero a terra. Ragazze che erano dietro mi hanno chiesto se avevo bisogno di un aiuto. Erano spaventate anche loro, hanno assistito alla scena». La vittima dovrà essere operata nelle prossime ore e per il momento rimane ricoverata al Sant’Anna. La segnalazione di quanto avvenuto è giunta in Procura. Risalire agli autori del gesto è però difficile: per questo la speranza degli inquirenti è di poter trovare l’aiuto di qualche testimone che abbia notato un’auto viaggiare con una persona fuori dal finestrino poco dopo la mezzanotte tra sabato e domenica in direzione di piazza Camerlata.
«L’aggressione è durata poco, meno di un minuto – conclude la vittima – Mi hanno colpito e sono scappati. Vorrei chiedere loro una sola cosa: il perché di tanta violenza».

Mauro Peverelli

Nella foto:
Il punto in cui è andata in scena l’aggressione di via Pasquale Paoli nella notte tra sabato e domenica
3 maggio 2012

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