Micro plastiche nel Lago di Como: l’allarme di Legambiente

Lago di Como, panorama

Il Lago di Como è inquinato da microparticelle di plastica. È l’allarme lanciato  dal convegno “Como città d’acqua”, organizzato dal circolo locale di Legambiente. Dati evidenziati dai rilievi effettuati dalla Goletta dei Laghi: il Lario presenta una densità media di 157mila particelle di microplastiche per chilometro quadrato, con un picco di oltre 500mila particelle più a Nord, in corrispondenza del restringimento tra Dervio (Lecco) e Santa Maria Rezzonico, nella nostra provincia.

Durante il convegno è stato fatto anche il punto sullo stato ecologico e chimico del Lago di Como. «La classificazione dello stato ecologico per ora non è buono, ma sufficiente – dice Fabio Buzzi, che tiene monitorate le acque dei laghi per conto di Arpa Lombardia – Bisognerà fare uno sforzo ulteriore per raggiungere per il 2027 una migliore qualità, che è peraltro richiesta dalla normativa».

Per quanto riguarda le specie ittiche del lago, è intervenuta Roberta Bettinetti, dell’Università dell’Insubria, che si è soffermata su un pesce molto amato dai comaschi, e non solo: «Abbiamo studiato i missoltini, per valorizzare quello che è il nostro prodotto locale – ha spiegato – L’idea era di verificare se questa specie, che è anche un fiore all’occhiello della nostra economia, possa essere mangiata senza problemi. Posso affermare che il missoltino può essere degustato tranquillamente – ha aggiunto – visto che la sua lavorazione prevede la perdita dei grassi, dove di solito si accumulano le sostanze contaminanti».

Durante il convegno di Legambiente, infine, è stata presentata un’applicazione per smartphone e tablet che consente di segnalare i principali luoghi di abbandono rifiuti, e che può archiviare e georeferenziare le informazioni.

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