Migranti tra Como e Ticino, la socialista Bosia Mirra ricorrerà in appello

La deputata socialista ticinese Lisa Bosia Mirra La deputata socialista ticinese Lisa Bosia Mirra

Ricorrerà in appello Lisa Bosia Mirra, la deputata socialista ticinese accusata di aver aiutato, tra l’agosto e il settembre 2016, in almeno 9 circostanze, alcuni rifugiati, tra cui bambine e bambini, a entrare illegalmente in Svizzera (erano i mesi caldi della tendopoli alla Stazione San Giovanni di Como).

La decisione del ricorso è venuta dopo aver letto le motivazioni della sentenza della Procura penale che lo scorso settembre l’ha condannata.

Il documento riconosce che l’agire di Lisa Bosia è stato «sicuramente dettato da un sentimento umanitario» elogiandone «l’impegno sociale da lei profuso».

Ma, fa sapere l’Osservatorio Giuridico che tutela gli interessi della Bosia, «è stata sottovalutata la situazione di totale incertezza e precarietà che si era venuta a creare nel campo improvvisato antistante la stazione San Giovanni di Como. Non si trattava infatti, come asserito nelle motivazioni della sentenza, di un campo “provvisto di tutte le necessità”, ma di un campo a cielo aperto senza alcun servizio minimo».

Insomma «i fatti imputati a Lisa Bosia Mirra rientrano appieno nell’ambito dei cosidetti “reati di solidarietà”».

Il processo si rifarà davanti al Tribunale di Appello a Locarno.

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