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Migranti, il vescovo condanna intolleranza e razzismo

Il tema migranti al centro dell’ultima omelia del vescovo di Como del 2019. “Vanno superate le pure pratiche assistenzialistiche, di corto respiro, per adoperarsi, invece, per una paziente costruzione di una convivialità delle differenze – ha detto in Duomo monsignor Oscar Cantoni – Deprecabili  gli episodi di intolleranza e razzismo verso gli immigrati, come la violenza sulle donne, un problema molto vivo nella nostra società”. Così il vescovo di Como Oscar Cantoni nell’omelia del pontificale del 31 dicembre ha esortato la diocesi a non perdere l’occasione del Te Deum di ringraziamento tradizionalmente recitato nella ricorrenza del 31 dicembre “per verificare se abbiamo imparato, una buona volta, a superare la paura, la diffidenza e la sfiducia nei confronti dell’ altro e se ci siamo sforzati di favorire una ricerca costante di ascolto e di dialogo, nella certezza che in ogni persona c’è un capitale di bene che non può andare disperso”. Forte l’esortazione all’altruismo da parte di monsignor Cantoni che ha invitato la diocesi a farsi “artigiana di giustizia e pace”. “E’ a causa del nostro egoismo e della nostra superbia – ha rimarcato Cantoni – che siamo tentati di rinchiudere gli altri in una immagine negativa, fino ad escluderli e a cancellarli dal nostro spazio vitale”. Il presule lariano non ha mancato di affrontare il tema della crisi economica sul Lario, divisa tra luci di speranza e ombre pesanti: “Non mancano nemmeno da noi imprenditori intelligenti e creativi, che si impegnano nell’affrontare le sfide della nuova economia. Non possiamo ignorare, tuttavia, alcune criticità, tuttora presenti sul nostro territorio che dobbiamo saper affrontare insieme, senza allarmismi e incolpare facilmente gli uni o gli altri. Le difficoltà non si risolvono con un colpo di bacchetta magica, né con semplici ricette di soluzioni immediate, ma con la cultura dell’incontro fra fratelli e sorelle, in contrapposizione alla cultura della minaccia”. Forte anche il richiamo alla cura dell’ambiente al termine di un anno in cui anche sul Lario si sono viste forti mobilitazioni di massa sul tema con la partecipazione di molti giovani: “E’ sempre più auspicato, soprattutto nelle nuove generazioni, il rispetto, la cura e la promozione della casa comune. Il degrado ambientale e lo sperpero delle risorse sono indegni dell’umanità. La nostra casa comune ci è stata affidata dal Creatore perché noi la custodissimo e la coltivassimo. La Terra che ci è stata donata ci richiama alla gioiosa sobrietà della condivisione”.

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