Migranti, la denuncia: «Ogni viaggio a Taranto costa 5mila euro»
Cronaca, Territorio

Migranti, la denuncia: «Ogni viaggio a Taranto costa 5mila euro»

Immigrazione di massa: “un problema da risolvere” secondo l’assessore competente in Regione, Simona Bordonali e “un gioco dell’oca sulla pelle dei migranti” secondo WelCom – Osservatorio Migranti Como. Ieri è stato presentato il Rapporto Orim (Osservatorio Regionale per l’integrazione e la multi etnicità) sull’immigrazione in Lombardia. Gli stranieri residenti in regione sono il 13,1% della popolazione, contro l’8,3% nazionale. Il picco è a Milano città con il 21,5%, mentre la provincia lariana è poco oltre la media tricolore (8,7%).
Meno stranieri che sul Lario vi sono, in proporzione, soltanto a Sondrio (5,6%).
Per quanto riguarda i numeri assoluti, in provincia si contano 52.300 stranieri +4% tra il 2015 e il 2016.
A livello lombardo si è ridotta la componente dei regolari di 8mila unità, anche grazie all’acquisizione della cittadinanza di 50mila stranieri. In Lombardia, su 10.492 domande analizzate dalle commissioni, i profughi sono risultati solo 717 (7%), altre 3.027 persone (29%) hanno ottenuto protezione sussidiaria o umanitaria, mentre i non riconosciuti e gli irreperibili sono ben 6.739, il 64%.
«I numeri certificano che l’immigrazione di massa è un problema da risolvere – ha commentato l’assessore Bordonali – La Lombardia ospita 1 milione e 314mila immigrati, tra cui circa 96mila irregolari. Se tra i lombardi il tasso di disoccupazione si attesta intorno all’8%, tra gli immigrati residenti in Lombardia è il 18,1% tra gli uomini e il 28,1% tra le donne. Il nostro territorio non può permettersi di accogliere altri immigrati, soprattutto i cosiddetti migranti economici».
Ma come anticipato, a Como c’è pure un altro problema, che viene definito un “gioco dell’oca” dal portale di Open Migration attraverso un focus sulla realtà lariana firmata dai giornalisti Andrea Quadroni e Michele Luppi. Si parla degli ormai noti trasferimenti forzati dalla dogana con la Svizzera o dal centro di accoglienza di via Regina, all’hotspot di Taranto, in pullman.
L’ultimo viaggio della corriere, scortata da due volanti della polizia di Stato, sarebbe avvenuto il 20 febbraio, con ventuno persone trasferire a Taranto. Ebbene già tre giorni più tardi c’è chi era già tornato a Como in treno, pagando semplicemente il biglietto. Un giovane salvadoregno di 18 anni sarebbe invece stato rimpatriato in aereo da Roma dopo aver raggiunto anche lui la Puglia.
«Il trasferimento forzato da Como a Taranto costa circa 5mila euro – scrive Chiara Bedetti nella newsletter di AltraComo – Ogni volta 5.000 euro buttati. Senza contare le forze di polizia occupate a fare questo lavoro, controlli e poi atti amministrativi, che ovviamente sono nell’impossibilità di fare altro, certamente più utile».
P.An.

2 Mar 2017

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