Migranti, il mistero dei pass scaduti. Nascosti due badge di accesso

Due tessere di accesso al campo profughi di via Regina nascoste tra le mura esterne della struttura. Le ha scoperte, su segnalazione di un residente, la segretaria cittadina della Lega Nord, Alessandra Locatelli «Chi abita nella zona ha notato alcuni uomini nascondere qualcosa proprio tra le pietre del muro di cinta del campo – spiega Locatelli – allora abbiamo fatto un sopralluogo». Accompagnata dagli agenti della Digos, il futuro vice sindaco di Como – almeno stando alle indiscrezioni delle ultime ore sul toto giunta – si è avvicinata alle mura e ha constatato la presenza, tra le pietre, di due carte di riconoscimento per l’accesso al centro, due badge ormai scaduti.

«Provvederò – ha dichiarato Alessandra Locatelli – ad informare tutte le forze dell’ordine del territorio, per verificare l’esistenza di altre tessere d’ingresso scadute o di non reale proprietà degli ospiti. Esorterò inoltre i gestori del centro ad effettuare attente operazioni di controllo sia agli accessi che negli spazi interni». Già in passato erano stati segnalati episodi simili, sempre per quanto riguardava l’ingresso al centro. C’era il timore che le tessere venissero utilizzate per consentire l’accesso a più persone nel campo. «I residenti e i cittadini – prosegue Alessandra Locatelli – hanno già subìto in questi mesi momenti di forte disagio e fastidio».

Come detto i tesserini rinvenuti non sono attivi «ma è facile pensare – aggiunge la Locatelli – che il fatto che siano stati nascosti può fare intendere il loro utilizzo in modo illegale». Da sempre il consigliere comunale della Lega Nord si è occupata dell’emergenza profughi scoppiata ormai da un anno in città. «Sento il dovere di non abbandonare la popolazione e di restare sempre al suo servizio per far chiarezza su quanto accade intorno ai residenti», ha concluso l’esponente del Carroccio. Fin dall’apertura del centro di accoglienza in via Regina Teodolinda i residenti della zona hanno più volte segnalato le difficoltà di convivenza con la struttura che nel corso dei mesi è arrivata ad ospitare alcune centinaia di profughi.

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