Milano Unica spera nella ripresa del settore: 36 aziende lariane alla rassegna

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Il distretto serico lariano guarda a Milano Unica, il salone italiano del tessile, che ha aperto ieri i battenti nei padiglioni di FieraMilanoCity. Sono 36 gli espositori comaschi che fino a domani sera saranno presenti all’appuntamento, una delle principali vetrine del settore.
Complessivamente, sono 353 le aziende presenti. L’attenzione è concentrata sulle collezioni di tessuti per la stagione primavera-estate 2016. Oltre agli italiani, tra gli espositori si contano anche 64 società di altri Paesi europei, a cui si aggiungono 34 aziende presenti nell’Osservatorio Giappone.
All’inaugurazione del Salone ieri hanno partecipato, tra gli altri, Silvio Albini, presidente di Milano Unica, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, il presidente della Regione Roberto Maroni, Claudio Marenzi, presidente di Sistema Moda Italia, e Carlo Calenda, viceministro dello Sviluppo economico.
Silvio Albini ha sottolineato le preoccupazioni legate al difficile scenario internazionale. «I problemi ci sono ma non dobbiamo drammatizzare troppo – ha detto – Il settore tessile è stato fra i primi a essere investito dalla globalizzazione, ha sofferto tantissimo, ma ora abbiamo imparato a essere nel mondo per bilanciare i rischi e cogliere tutte le possibili opportunità. Siamo consapevoli e ormai abituati a navigare in acque difficili. E di opportunità, oltre che di minacce, ce ne sono».
Il distretto serico comasco si è presentato all’appuntamento con Milano Unica forte dei dati positivi del 2014. Ieri, all’inaugurazione del salone è stato confermato un quadro positivo per il comparto tessile. «I dati 2014 della tessitura italiana elaborati dal centro studi di Sistema Moda Italia – hanno sottolineato i relatori – sembrano confermare il ruolo anticipatorio nella ripresa economica che la letteratura assegna al settore tessile e in particolare alla tessitura. Il fatturato complessivo torna sopra gli 8 miliardi di euro, facendo registrare un incremento del 3,8%. Un risultato determinato anche dalla ripresa della domanda interna, cresciuta del 4,4%, un dato che interrompe un ciclo pluriennale caratterizzato da cali significativi o stasi».

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