Minghetti, Nessi, Marzorati: Ecco i primi nomi di Traglio. Bocciata Daniela Gerosa
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Minghetti, Nessi, Marzorati: Ecco i primi nomi di Traglio. Bocciata Daniela Gerosa

Maurizio Traglio

(da.c.) La campagna elettorale di Maurizio Traglio riparte da una mini-Leopolda in salsa comasca: otto tavoli tematici e 10 tavoli di quartiere. Primo appuntamento stasera, nei saloni dell’Hotel Continental di viale Innocenzo. La notizia, però, sta tutta nei nomi dei partecipanti alla discussione. Di coloro, cioè, che hanno risposto sì all’appello del candidato sindaco del centrosinistra.
In stretto ordine alfabetico: l’architetto Michele Bollini, uomo legatissimo all’assessore Lorenzo Spallino; Roberta Marzorati, lady 600 preferenze, medico- pediatra e consigliere comunale; Barbara Minghetti, presidente della società di gestione del Teatro Sociale e nome ricorrente nel parterre (poco) affollato dei progressisti locali; Vittorio Nessi, magistrato in pensione tra i più apprezzati e noti in città; Michele Tomaselli, a lungo dirigente in Bennet, esperto di marketing e comunicazione aziendale.
«Sono persone che hanno dato piena disponibilità a partecipare alla costruzione del mio programma – ha detto Traglio in una conferenza stampa convocata nel primo pomeriggio di ieri – Alcuni potrebbero pure essere candidati nella mia lista. Vedremo».
Gli otto tavoli tematici sono il punto di ripartenza, come detto, di una campagna avviata con le primarie e ora entrata nella fase più importante. Si occuperanno, tra l’altro, di cultura e turismo, mobilità, sicurezza, lavoro, giovani.
«Il messaggio che vorrei dare è sintetizzato nel mio slogan – ha aggiunto Traglio – “Como ora svolta”. La nostra è una città che manifesta evidenti segnali di immobilismo, ragione per cui è necessario imprimere un forte cambiamento. I tavoli saranno aperti a tutti coloro i quali vorranno partecipare. E saranno permanenti».
Nei prossimi giorni il comitato elettorale del 61enne imprenditore comasco avrà una sede in cui si svolgeranno incontri e riunioni dei gruppi tematici.

«Ho invitato anche alcuni assessori della giunta Lucini chiedendo loro di fare il punto della situazione su alcuni argomenti», ha aggiunto Traglio.
Una presenza legata a una «necessaria informazione», secondo le parole del candidato, ma che riveste anche un significato politico, visti anche i nomi: Silvia Magni, vicesindaco Pd; Daniela Gerosa, contestata titolare di deleghe importanti come Mobilità e Lavori pubblici; lo stesso Spallino, «dal quale devo però avere ancora una conferma», ha specificato il candidato sindaco.
Soltanto tre assessori invitati (su 8), quasi a prefigurare promossi e bocciati di una giunta con cui, in ogni caso, Traglio intende segnare una netta discontinuità. E forse nemmeno questo, perché a specifica domanda sulle cose fatte in questi anni, la risposta relativa, ad esempio, al lavoro di Daniela Gerosa non è stata delle più lusinghiere. «Non ho chiesto all’architetto Gerosa di candidarsi nella mia lista né ho mai pensato di proporle un assessorato – ha chiarito Traglio – Non è un caso che il mio slogan parli di “svolta”. Voglio fare diverso, non “Como continua” ma, appunto, Como ora cambia. Detto ciò, ci sono progetti importanti che andranno conclusi e valorizzati, a partire dal cantiere di Villa Olmo, un successo della giunta uscente».
Bocciati molti assessori. E bocciati quasi tutti i candidati delle primarie. Che non faranno parte, almeno in modo diretto, del progetto politico dell’imprenditore lariano. Anche in questo caso, rispondendo a una precisa domanda, Traglio ha confermato di aver invitato personalmente ai tavoli tematici di stasera «soltanto Mario Forlano, il quale credo possa dare a me e alla città un valido contributo». Gli altri competitor usciti battuti dal voto di fine marzo sono chiamati a rispettare i patti.
«Hanno preso un solenne impegno a sostenermi – dice ancora Maurizio Traglio – mi aspetto che lo facciano in ogni caso, qualunque dovesse essere il loro ruolo nelle prossime settimane». In realtà, durante la conferenza stampa, il candidato del centrosinistra si è fatto sfuggire un paio di riflessioni a voce alta che forse spiegano i motivi del “niet” imposto a Gioacchino Favara, Marcello Iantorno e Vittorio Mottola. «Sono sempre aperto a coloro che possono portare cose buone per Como e non per sé stessi», ha detto Traglio. Aggiungendo subito dopo: «Mi sentirei di escludere chi ha soltanto obiettivi personali o vede le cose in modo diverso dal mio. Inoltre, non è possibile lavorare bene se dalla tua parte ci sono i killer politici».
Affermazione alquanto inattesa e forte, che però non ha trovato ulteriori specificazioni. Chi fossero i presunti «killer» e le altrettanto presunte vittime, ciascuno può soltanto immaginarlo.

7 aprile 2017

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